Nemi, il posto delle fragole

A Nemi domani sarà grande festa per l’edizione numero 74 dell’attesa sagra delle fragole. Fin dalle prime ore del mattino e fino a sera nel più piccolo e incontaminato borgo dei Castelli Romani, a picco sul lago di Diana, suoneranno le bande, si terranno manifestazioni e spettacoli di piazza, degustazioni e fuochi d’artificio in onore di una delle più famose delizie romanesche. Come da tradizione la festa inizierà con la sfilata delle «fragolare», le donne che da sempre coltivano il dolce frutto intorno a Nemi e che solo per domani saranno abbigliate con l’antico costume tradizionale: gonna rossa, bustino nero, camicetta bianca e la mandrucella, il tipico copricapo di pizzo con fiocchi rossi. Poi i festeggiamenti invaderanno vicoli, strade e piazze del borgo e dureranno per tutto il giorno fino all’evento clou del pomeriggio: «Fragole in piazza» con l’attesa distribuzione gratuita per tutti i partecipanti delle famose fragole. E nel 2000 l’appuntamento entrò perfino nel Guinness dei primati per la coppa di fragole più grande del mondo (con più d’una tonnellata di fragole distribuite). Da allora le fragole - fino a quell’anno donate ai visitatori in cestini di vimini - vengono attinte direttamente dalla coppa del Guinness bagnate da un vino rosé locale.
Famosissime in tutto il mondo, e a ragione, le fragole di Nemi vanno però distinte in due varietà: fragoline e fragoloni. E le fragoline a loro volta in due specie: le tonde, che fruttificano solo a maggio e giugno, e le rifiorenti dalla forma più allungata, che fruttificano dalla tarda primavera all’autunno. Quanto a quelle più grandi, sono forse meno blasonate e famose ma di certo non meno buone. Perché va da sé che la fragola è un frutto di bosco e nasce spontanea. La si può trapiantare e coltivare ma non prospera ovunque; e a Nemi il giusto microclima, l’intelligenza e la bravura degli abitanti hanno fatto sì che le piantine venissero cercate nel sottobosco e trapiantate nei poderi terrazzati delle pendici del lago o sulle sponde del lago stesso. Lavoro duro, paziente e delicato, da sempre affidato alle mani esperte delle fragolare che giustifica i prezzi alti nei banchi frutta.
Le prime tracce di questa festa negli archivi comunali di Nemi risalgono al 1922, anno in cui una delibera dell’amministrazione autorizza i festeggiamenti e la distribuzione delle fragole per la cittadina. Ma un’incisione di Bartolomeo Pinelli fatta esattamente un secolo prima, nel 1822, raffigura «Il trionfo delle fragole alla Rotonda» (cioè al Pantheon), a testimoniare l’esistenza di una festa delle fragole che da secoli si teneva a Roma ogni 13 giugno. Anche nella festa romana c’erano le fragolare e una distribuzione pubblica di frutti. E dato che all’epoca la frutta per il mercato della capitale veniva tutta dai Castelli Romani, non sembra azzardato pensare che le fragole fossero fornite proprio dai coltivatori di Nemi. Soppressa per ragioni ancora oggi non del tutto chiare, la festa capitolina ha traslocato nel paese delle fragole per eccellenza.
Ma non solo fragole: per l’occasione i fiorai di Nemi e dintorni addobberanno ogni angolo del borgo. Scale, porte, piazze e fontane saranno un tripudio di colori e profumi per una gara di composizione che consacrerà il fioraio vincitore all’interno del Castello Ruspoli. A lui (o a lei) andrà il trofeo «La Fragola d’Oro», realizzato per l’occasione da un orafo nemese che con la tecnica del bagno galvanico fermerà nel tempo una vera piantina di fragole ricoprendola d’oro e d’argento. A noi visitatori toccherà «accontentarci» di quelle vere, rosse e dolcissime!