«Il nemico è Israele ma distinguiamo tra ebrei e sionisti»

da Teheran

Il sionismo è il nemico comune dell’Islam. Il presidente iraniano Mahomoud Ahmadinejad è tornato alla carica contro il suo nemico numero uno ma con una piccola sfumatura: «Dobbiamo distinguere tra sionisti ed ebrei», ha detto al suo arrivo in Iran dopo il pellegrinaggio alla Mecca seguito allo storico invito del re saudita Abdallah. Parole all’acqua di rosa se si pensa che il leader iraniano ha spesso inanellato attacchi simili a vere e proprie bombe. La più incredibile è stata quella sull’Olocausto. «La Shoah è una leggenda - aveva tuonato Ahmadinejad -. Gli occidentali hanno inventato la leggenda che gli ebrei furono massacrati e l'hanno posta al di sopra di Dio, delle religioni e dei profeti». E ancora: «Israele è un cancro che bisogna estirpare dal Medio Oriente e trapiantare in Austria o in Germania». Ieri, invece, una fine distinzione. Ahmadinejad, ha riferito l’agenzia degli studenti iraniani Isna, ha poi invitato i musulmani a superare divisioni che sono il frutto a suo dire solo dell’intervento americano in Irak e della volontà Usa di dividere il Paese: «La disparità tra sunniti e sciiti è un problema importato, l’Islam ha una sola verità».