Nemmeno Luttazzi partecipa al dibattito

Tre ore di dibattito per ribadire un sì alla commissione parlamentare d'inchiesta e un no alle condanne nei confronti di 25 no global accusati di devastazione e saccheggio durante il G8 di sei anni fa. Ma anche per bacchettare Trenitalia, «colpevole» di non aver assecondato tutte le richieste di treni speciali con biglietti a prezzi scontati, formulate dagli organizzatori del corteo genovese. Nell'Auditorium Sarzano di piazza Sant'Agostino ieri mattina le varie anime del movimento no global si sono confrontate su «Genova 2001/2007: un altro mondo è ancora possibile», di fronte al presidente della commissione per la riforma del codice penale, Giuliano Pisapia, all'avvocato del Genoa Legal Forum, Laura Tartarini, al segretario dell'Associazione ligure dei giornalisti, Marcello Zinola, e ai parlamentari Vittorio Agnoletto, Francesco Martone e Aleandro Longhi. Era stato invitato anche il comico televisivo Daniele Luttazzi, ma alla fine non si è visto. Nelle vesti di padrone di casa Raffaella Bolini, dirigente Arci. Proprio da lei è partita l'invettiva contro Trenitalia che «dovrebbe gestire la rete ferroviaria del Paese e invece si comporta in modo allucinante perché muoversi è un diritto di tutti e le ferrovie rappresentano un bene comune. Trenitalia ormai non risponde più a nessuno». Neppure a chi chiede (ma non si capisce su quali basi) di viaggiare gratis o pagando soltanto una tariffa «politica» di 10 euro. Ferrovie a parte, il convegno è stato l'occasione per il movimento no global di chiedere ancora una volta verità e giustizia sui fatti del 2001. Dal proprio punto di vista. I 25 imputati di devastazione e saccheggio per i quali la procura ha chiesto 225 anni di carcere? «Colpevoli soltanto di aver resistito di fronte alla paura di essere ammazzati dai blindati e dalle camionette che correvano sui marciapiedi», dice Raffaella Bolini. La commissione parlamentare d'inchiesta? «Uno strumento necessario per fare luce su quanto accaduto a Genova sei anni fa, per interrogarsi sulla limitazione degli spazi democratici in una città medaglia d'oro della Resistenza e per domandare a Giuliano Amato come mai l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro sia diventato capo di gabinetto», incalza Pisapia. Ma su un punto sono tutti d'accordo: il G8 alla Maddalena previsto tra un paio d'anni è «una cosa fuori dal mondo. L'Italia non deve ospitarlo».