Il neo questore non cerca alibi: «Tutta la città va pattugliata»

«La gente nella capitale ha il diritto di sostare dove vuole»

da Roma

«Ciascuno ha il diritto di sostare dove vuole, fermo restando che ci vogliono degli accorgimenti». Giuseppe Caruso, il nuovo questore di Roma insediatosi ieri mattina, non può esimersi dal commentare la vicenda dei due olandesi aggrediti venerdì notte. Arrivato da Palermo, dove negli ultimi due anni e mezzo ha preso parte all’interminabile braccio di ferro contro la mafia, è stato chiamato per dare il suo contributo alla sicurezza traballante della capitale. «Parlerò solo dopo avere conosciuto a fondo questa nuova realtà e avere incontrato tutte le istituzioni», dice prudente di fronte ai microfoni nel corso della sua prima uscita ufficiale. Poi, però, non evita di sbilanciarsi: «Non è fisiologico che accadano episodi di violenza di questo tipo, così come non può essere considerato fisiologico anche un solo scippo». Nessuno dei suoi uomini, dunque, andrà a cercare alibi nella vastità della provincia, «la più estesa d’Europa», o nel flusso giornaliero di stranieri, «imponente». «Perché - precisa ancora Caruso - il territorio va conosciuto mattonella per mattonella» e «uno stupro rappresenta senz’altro una priorità».
Sempre ieri è stata depositata nell’ufficio del gip la richiesta di convalida dei fermi di Paul Petre e Andrej Vasile Bohues, i romeni autori della violenza. Oggi i due pastori saranno interrogati nel carcere di Regina Coeli, anche se hanno già ammesso di fronte ai carabinieri la loro colpevolezza. Quanto alle vittime dell’aggressione, i coniugi olandesi sono stati operati al San Camillo e dovrebbero essere dimessi nel giro di una settimana. «L’uomo sta bene», assicurano dalla direzione sanitaria dell’ospedale, mentre per la moglie la situazione è un po’ più delicata, specie sotto l’aspetto psicologico. I due sono ora ricoverati nella stessa stanza, si sono detti «commossi» dall’affetto dimostrato loro dalla città e hanno promesso che torneranno presto a Roma.