Il neo senatore soddisfatto per il trionfo della Cdl in Lombardia: «L’Unione gioisce per la vittoria? Ci sono oltre 611mila schede nulle, è giusto verificare» «Abbiamo tre anni per fare il partito moderato» Formigoni: «Vedo protagonisti tre schiera

«Tremaglia? A volte in squadra come stopper ci si trova Niccolai»

Marcello Chirico

Felice proprio come una Pasqua, nonostante la sconfitta nazionale della Cdl. «Perché la vittoria, anzi l’esito elettorale... ma sarebbe più corretto definirla al momento una semplice distribuzione dei voti, è davvero molto risicata. Ci sono oltre 611mila schede nulle, una differenza enorme. Insomma, si vada prima a fare una verifica attenta dello scrutinio e poi si proclami il vincitore, in modo da fugare qualsiasi dubbio che chi ha vinto non l’abbia fatto illegittimamente. È un atto di giustizia verso i cittadini».
Nell’attesa, il governatore/senatore si gode la sua personalissima vittoria, sfoggiando nel briefing post-elettorale di ieri pomeriggio coi media un abbigliamento coloratissimo (pantaloni aragosta e cravatta multicolore, abbinata ad un blazer molto primaverile), accompagnato da un sorriso che la dice lunga sulla propria soddisfazione. «Governatore colorato, governatore fortunato» ha esordito Formigoni, informando la stampa di aver già «regolarmente» occupato il proprio ufficio a Palazzo Madama. Da dove non sa ancora se e quando se ne andrà. «Farò un referendum tra i miei elettori e valuterò: per ora svolgerò questo duplice ruolo istituzionale, poi deciderò», ha ribadito, sottolineando però come la propria candidatura abbia dato «valore aggiunto alla coalizione, e questo conferma che avevo visto giusto. Sapevo che la campagna elettorale sarebbe stata decisiva e sentivo una ribellione morale all’idea di essere assente: non me lo sarei perdonato. Per questo ho insistito molto, e i risultati mi hanno dato ragione». Di sicuro ha detto di non voler «usare il bilancino» per pesare il proprio contributo elettorale, «ma il risultato lombardo è stato eccezionale: Forza Italia qui ha raccolto il voto di un cittadino su 3 e la Cdl si è imposta in 11 province su 12. Qui non ce n’è davvero per nessuno» ha rimarcato con forza, strizzando indirettamente l’occhio a se stesso.
E se dopo l’opportuna verifica dei voti venisse confermata la vittoria di Prodi? «Mi auguro - è stato l’auspicio del neo governatore/senatore - che la sinistra tenga conto delle ragioni del Nord, dove la Cdl ha vinto. Anche perché, di fatto, quella che si è verificata è una situazione di pareggio, e quindi spero che la prossima legislatura tenga conto delle ragioni dell’altro schieramento, a cominciare dalla scelta dei candidati alla presidenza della Repubblica. Ovvio che, dovesse essere confermata la vittoria dell’Unione, saranno loro a proporre una rosa di candidati. Solo col rispetto reciproco potremo uscire da una troppo lunga fase di transizione». Semmai la vera preoccupazione formigoniana riguarda la possibile composizione del nuovo governo ulivista «il cui timone mi auguro venga affidato alle componenti più moderate e non ci siano bruschi sbandamenti, considerato che l’area della sinistra più estrema ha ottenuto oltre il 14 per cento dei voti ed è seconda solo ai Ds. Dal primo consiglio dei ministri bisognerà capire cosa vorrà fare questo governo riguardo temi importanti come la guerra in Irak o la costruzione della Tav. Si capirà chi tiene il timone anche da come il centrosinistra si comporterà nell’elezione del nuovo Capo dello Stato». Nel frattempo il centrodestra «ha tre anni di tempo per creare un processo politico in cui vedo protagonisti tre partiti, un processo costituente che porti alla Costituzione di un nuovo partito moderno dei moderati, che rappresenti cattolici, riformisti, liberali e che ci riporti alla vittoria. Perché in politica non abita De Coubertin». Infine, Formigoni ha riservato una simpatica punzecchiatura al ministro per gli italiani nel mondo Tremaglia, colui che ha reintrodotto quel voto degli italiani all’estero penalizzando la Cdl nella conquista del Senato. «A volte ci si ritrova in squadra dei Niccolai, il celebre stopper del Cagliari noto per i suoi autogol».