Un neoassunto su 4 è extracomunitario

La Camera di commercio apre uno sportello per gestire le richieste delle imprese

Lavoratori extracomunitari, una risorsa ormai indispensabile per il tessuto produttivo locale e nazionale. Una risorsa da valorizzare, anche attraverso servizi che, favorendo l'incontro di domanda e offerta, qualifichino le prestazioni lavorative e stronchino il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento. Sempre meno spesso, infatti, le imprese ricercano manodopera a basso costo, facendo richiesta, viceversa, di personale extracomunitario qualificato. Per agevolare l'incontro fra domanda e offerta di questo genere di manodopera, prefettura e Camera di commercio di Milano hanno stipulato un accordo per la nascita presso la stessa Camera di commercio di uno sportello ad hoc. L'accordo, che ha validità di un anno rinnovabile, prevede l'apertura dello sportello entro questo mese. Lo sportello gestirà le domande di nulla osta al lavoro fuori quota, tra cui quelle di personale altamente specializzato (dirigenti, ricercatori, professori universitari, infermieri professionali, interpreti, ballerini, artisti ecc.) e fornirà alle imprese le informazioni relative agli adempimenti necessari all'assunzione di manodopera qualificata proveniente dall'estero. Lo sportello provvederà alla gestione delle domande presentate dai datori di lavoro presso la prefettura, oltre che all'inserimento dei dati nel sistema informatico nazionale.
«Il nostro obiettivo - ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano - è quello di lavorare di comune accordo con le altre istituzioni affinché l'immigrazione non rappresenti un problema ma una preziosa occasione di crescita e sviluppo del nostro territorio». E difatti l'iniziativa piace anche alle istituzioni cittadine. «La possibilità di trovare un lavoro è una delle chiavi di volta per aprire varchi di legalità nel mondo dell'immigrazione - ha detto Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano - e l'accordo tra prefettura e Camera di commercio fa ben sperare. Dobbiamo proseguire su questa linea sinergica, che persegue obiettivi di regolarizzazione e integrazione».
D'altra parte, come emerge da una elaborazione della Camera di commercio su dati Excelsior 2006, i numeri parlano chiaro: per l'anno appena conclusosi, sono oltre 13mila e 500 i lavoratori immigrati richiesti dalle imprese della provincia di Milano. Il che significa che sul totale dei lavoratori richiesti dalle aziende milanesi (oltre 58mila), quasi uno su quattro, il 23,4%, è extracomunitario.
Cifre considerevoli anche se paragonate ai valori regionali e nazionali, con oltre 30mila lavoratori extracomunitari richiesti in Lombardia e quasi 163mila in tutta Italia. Anche i numeri specificatamente relativi al lavoro qualificato sono interessanti, oltre che in crescita: circa 1.200 domande nel 2005, salite a duemila l'anno scorso. Più nel dettaglio, i dati 2006 per la provincia mostrano che la maggiore domanda di lavoratori stranieri viene dal settore dei servizi, che conta quasi 11mila addetti.