NEOCONSIGLIERE RAZZANELLI

Mario Razzanelli, eletto in Comune a Firenze con la lista civica «Firenze c’è», cambia il nome al gruppo in consiglio e «inventa» la Lega Nord.
«Ha visto che colpaccio?».
Più che altro un golpe.
«Certo! E che golpe: è lo sbarco della Lega sotto l’Appennino».
Lei fino allo scorso maggio era capogruppo Udc. Non le pare un salto un po’ azzardato?
«La Lega è un partito che pensa alla gente e non alle poltrone, concreto e radicato sul territorio...».
Sì. E la motivazione vera?
«Nel Pd ’un ce vo’. Nel Pdl ho sbattuto la testa su una porta chiusa. Ma ho bisogno di un partito forte a livello nazionale per fare le mie battaglie a livello locale. E con la Lega ne ho condiviso svariate, a partire dall’ultima per il crocefisso negli uffici pubblici».
Lo ammetta: la verità è che lei punta alla Regione.
«Se servirà mi candiderò. Ma non è stato oggetto di trattativa. Non ho posto condizioni».
I suoi elettori saranno arrabbiati.
«Non ce n’è uno su dieci che lo sia. Anzi, tanti amici di centrosinistra mi hanno detto: se passi alla Lega ti votiamo».
Sarà.
«Guardi che i fiorentini votano Razzanelli, non il partito. Io peso qui, sono quello che con il referendum ha bloccato la tramvia in piazza Duomo. Anzi: se il Pdl si fosse svegliato prima ora sarei sindaco al posto di Matteo Renzi».
Esagerato.
«Va bene, magari esagero. Però molti nel centrodestra hanno votato Renzi perché ritenevano invotabile Giovanni Galli».
Potevano votare lei.
«Il Pdl non mi ha sostenuto e l’Udc, dopo che Buttiglione, d’accordo con Casini e Cesa, mi aveva presentato come il candidato del partito, sostenendo la mia lista civica, mi ha scaricato».
Perché?
«Perché Veltroni si era dimesso dalla guida del Pd».
E che c’entra?
«Volevano fare l’inciucio con Rutelli, no?».
Però gli è andata male.
«Renzi ha rifiutato l’alleanza con l’Udc. Risultato: loro hanno preso il 2% e son rimasti fuori dal Consiglio, io ho preso il 3,5 e sono entrato».
I cadaveri passano sempre nel fiume...
«Con me in Comune la Lega guadagnerà due punti percentuali».
Le toccherà votare come Senatùr comanda. È pronto?
«Io sono un imprenditore. Dieci anni fa, subito prima di entrare in politica, leggevo solo il Giornale, sono abbonato dal primo numero, e il Sole 24 Ore».
Quindi?
«Delle cronache locali sapevo poco. Poi però ho scoperto che l’allora sindaco, era il 23 dicembre 1998, aveva deliberato la costruzione di un centro commerciale Coop mostruoso dal punto di vista architettonico cestinando due pareri contrari del consiglio di quartiere. Mi candidai nell’Udc contro quel progetto e fui subito eletto».
Eh. E quindi?
«Non butto il cervello all’ammasso. E la Lega lo sa».