IL NEOFITA - Sognando i campi della California

California del sud, Alisal, è una distesa di oltre 400 ettari dove si estendono 2 meravigliosi campi da golf, punteggiati di alberi secolari, laghetti e quant'altro di paradisiaco madre natura offre. Ma oltre al golf si vive l'atmosfera di un vero e proprio ranch con passeggiate a cavallo organizzate intorno al resort di prima qualità. No, non iniziate ad invidiarmi, non ci sono mai stato. Magari.

Tornando dopo un bel po' su un campo pratica in quel di Parma, ho passato la domenica con Massimo a tirare palle dal tappetino sintetico intervallandoli con qualche approccio ed un secchio di put. Il caldo è ormai un ricordo e la temperatura frizzantina ha illuminato il nostro ritorno. La ripresa del ferro e dello swing è stata alterna. Un gran colpo alternato con qualche «gancio» e qualche liscio. È dura ricominciare. Poca gente, poiché in tanti sono sul campo da gara o a giocare sui campi della regione. Il Golf Club La Rocca e il Matilde di Canossa le mete più gettonate. Tempo di riprendere la mano e poi li raggiungerò.

Finito l'allenamento verso sera siamo tornati a casa e in attesa del posticipo di calcio il telecomando del satellite si è fermato su Discovery Travel 426. Un documentario sui campi della California del sud ha attirato la nostra attenzione. Uno spettacolo stupendo. Il giornalista ogni giorno gira su un campo diverso e racconta al pubblico le meraviglie che incontra con il supporto di immagini molto emblematiche e della grafica computerizzata. Le nostre menti iniziano a sognare viaggiando con le parole ed i paesaggi: quella sì che è vita, pensiamo all'unisono ad alta voce. Si scopre anche il grande lavoro di manutenzione dedicato all'erba, curata ogni ora per evitare che i batteri la possano rovinare. Gli impianti di irrigazione, indispensabili per combattere il grande caldo sono tarati a seconda del microclima diverso per ognuna delle 18 buche.

Un lavoro di alta precisione che testimonia che nulla può essere lasciato al caso, quando si parla di golf. Raramente un golfista si rende conto della cura e del lavoro che sta alla base del buon stato di un campo e di quanta gente si impegni con mansioni diverse, soprattutto in quei luoghi dove le condizioni atmosferiche non aiutano. Il commento del proprietario è lapidario ma molto centrato: «I giocatori se girano il campo un colpo sotto il proprio handicap, dicono che il nostro è un gran campo. Ma se imbroccano la giornata storta ecco che la colpa è del green, dei bunker o del vento». Così va la vita.