Neonata annega nella vasca. Indagata la mamma ucraina

Palermo, la donna stava per farle il bagnetto quando il telefono è
squillato. È andata a rispondere e la piccina è caduta in acqua

Natale Bruno

Palermo - Una banale distrazione che, in pochi istanti, si trasforma in tragedia. La mamma che si allontana dal bagno di casa per rispondere al telefono, la figlia che scivola e muore nella vasca dentro la quale avrebbe dovuto fare il bagnetto.
Non sa darsi pace una ucraina di 30 anni che in meno di un minuto - secondo quanto ha raccontato - ha visto morire la sua piccolina, una bimba di 10 mesi. Il fatto è successo ieri a Cinisi, comune a quindici chilometri da Palermo.

Sono da poco trascorse le 13, la donna è in casa con la figlia più piccola e con l'altro figlio che ha quattro anni. È tutto pronto per il bagnetto giornaliero, la vasca con l'acqua tiepida, il bagnoschiuma, le spugnette. La piccola già svestita è appoggiata nel bordo della vasca. Ad un tratto suona il telefono nella stanza accanto. La mamma si allontana per rispondere. Si trattiene solo il tempo di alzare la cornetta e rispondere, poi ritorna, ma quando entra in bagno la disgrazia è già avvenuta. La bimba è a testa in giù, il viso nell’acqua. È certamente scivolata e in pochissimo tempo ha perso i sensi. Disperata e con le lacrime agli occhi, l'ucraina chiede aiuto ai vicini di casa che chiamano i medici del 118. Al loro arrivo si tenta una disperata rianimazione, poi la corsa verso l'ospedale pediatrico «Di Cristina» di Palermo, ma il cuore della bebè quando arriva al pronto soccorso ha già smesso di battere.
Ora la madre della piccina è finita sul registro degli indagati, iscritta con l'accusa di omicidio colposo.

Per tutto il pomeriggio i carabinieri hanno provato a interrogarla, ma lei ha profferito solo qualche parola. In un italiano incerto, ha spiegato di essersi allontanata per rispondere al telefono e di poco dopo avere trovato la figlia esanime. Poi si è chiusa in un comprensibile mutismo: «È assente - spiegheranno più tardi gli investigatori -, dopo i primi momenti è come se si fosse chiusa in un suo mondo».

La sua versione, comunque, ha convinto sino in fondo gli investigatori dei carabinieri coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Francesco Del Bene. Il magistrato non ha disposto nemmeno l’autopsia sul cadavere della bimba. La morte è avvenuta per annegamento e non ci sarebbero segni di violenza sul corpicino della neonata.

Il pm ha deciso piuttosto di far acquisire i tabulati telefonici dell'utenza dell'abitazione della donna, sposata con un netturbino del paese. Si vuole capire quanto sia durata la «fatidica» telefonata e, dunque, per quanto tempo la piccola sia rimasta da sola.
Casalinga con regolare permesso di soggiorno, l'ucraina viene descritta come una persona attenta e molto premurosa con i figli. I carabinieri hanno sentito anche i familiari e i vicini di casa, anche loro sotto choc per una tragedia causata da una banalissimia disattenzione.