Neonata in un sacchetto trovata davanti alla chiesa

La bimba, ricoverata in ospedale, sta bene. Si chiama Isabella. Chi l’ha soccorsa ora la vuole adottare

da Catania

È stata partorita e avvolta in telo bianco. Poi infilata in un sacchetto di carta e, per fortuna, non infilata in cassonetto della spazzatura. La sua mamma, per quanto disperata fosse, ha avuto uno sprazzo di pietà per quel povero esserino indifeso e l’ha abbandonato davanti a una chiesa. Così la piccola è stata salvata e ora il signore gentile che l’ha trovata e portata immediatamente in ospedale, la vuole adottare. La storia a lieto fine si svolge a Catania dove verso le 13 di ieri una neonata con il cordone ombelicale reciso, sporca di sangue, è stata trovata davanti alla chiesa Cuore Immacolato di Maria nel centrale viale Vittorio Veneto di Catania. La piccola è stata immediatamente trasportata nella sezione pediatrica del policlinico e sta bene. Soltanto per precauzione la piccola, che pesa 2,450 chilogrammi, è stata messa in incubatrice per riscaldarla visto che era in ipotermia. Quando è stata trovata era nata da poco. Alla piccola è stato chiuso anche l'ombelico, che era aperto e avvolto da fazzolettini di carta, ed è stato iniettato dell'antibiotico. Il cordone era ancora «fresco» e si trovava nella busta. Per i medici non è stato possibile stabilire la nazionalità della neonata che però non è di colore nè orientale. Ora, in attesa di scovare la snaturata madre, la piccola aspetta di essere coccolata da qualcuno che le voglia bene. E il pretendente è Giuseppe Di Mauro, sposato con la coetanea Sara, e con due figli, Fabio di 30 e Maria Cristina di 25. È stato lui ad aver soccorso la piccola dietro segnalazione di un extracomunitario, l’ha portata di corsa in ospedale e ora vuole adottarla dopo averle scelto il nome con l’aiuto di un infermiere: «Le abbiamo dato i nomi delle nostre madri: Isabella, la sua, e Maria, la mia. Adesso spero che me l’affidino».