La neonata uccisa è stata messa nell’acqua bollente

da Enna

La neonata trovata morta in un sacchetto di plastica gettato in un cassonetto della spazzatura a Enna aveva segni di ustioni di terzo e quarto grado. Lo ha rivelato il capo della Mobile di Enna. Dall'esame esterno del cadavere risultavano, inoltre, delle ecchimosi da compressione nella zona toracica. In manette sono finita qualche ora dopo tre persone: La madre della piccola, Marin Joana, una clandestina rumena di 41 anni, e una coppia di italiani, Giovanni Scevole, di 62 anni, e la moglie Rachela Pirrera, di 54, nella cui casa lavorava la romena lavorava come badante.
E ora, gli esame sul corpicino della piccina, rivelano particolari raccapriccianti. La bebè, subito dopo essere nata, stata immersa in acqua bollente. L' ha stabilito l' esame esterno sul cadavere. Le cause e l'esatta dinamica della morte potranno però essere stabilite con certezza solo oggi dopo l'autopsia.
Intanto la madre della piccola si trova ancora piantonata nel reparto di ginecologia dell'ospedale di Enna dove si era presentata poco dopo il parto a causa di un’emorragia. Le sue condizioni non sono gravi, rimane però in uno stato confusionale. La donna ha dichiarato agli investigatori di avere partorito per strada e di avere poi consegnato un sacchetto con corpo della bimba al suo datore di lavoro, Giovanni Scevole. Il sopralluogo eseguito dalla polizia nella casa dei Pirrera smentirebbe tuttavia questa versione dei fatti. I due coniugi secondo gli inquirenti avrebbero aiutato la romena a partorire.
Marin Joana si era presentata l’altro ieri mattina all'ospedale di Enna, accompagnata da Pirrera. Ai medici non aveva rivelato di avere appena partorito, ma il primario del reparto di ginecologia intuite subito cosa fosse accaduto aveva avvisato la polizia. Gli investigatori hanno ascoltato prima la donna, che tentava disperatamente di negare, e poi l'uomo che era con lei. Quest'ultimo ha raccontato di non sapere che la sua badante fosse incinta, ma ha ammesso di avere buttato un sacchetto della spazzatura poco prima di accompagnarla in ospedale. «L' ho fatto senza controllare il contenuto», aveva giurato.