Neonati abbandonati I farmacisti «adottano» quelli del Don Orione

I farmacisti genovesi aiuteranno per un anno l’associazione «L’Abbraccio di don Orione» che ospita a Quezzi neonati in condizione di abbandono. Ezio Fulcheri, il presidente, aveva lanciato un appello: «Abbiamo tanti volontari e amici, ma c’è bisogno di tutto ciò che serve in quello che in buona sostanza è come un reparto di neonatologia». Dunque pannolini, latte in polvere, creme per la pelle, salviette e così via. L’appello è stato raccolto immediatamente da Federfarma Genova, associazione che riunisce oltre 300 titolari di farmacia della provincia di Genova. Il risultato è andato oltre alle aspettative. «Abbiamo deciso all’unanimità di supportare per un anno il centro, fornendo quanto occorre - spiega Giuseppe Castello, presidente di Federfarma - e il materiale sanitario è già portato quasi quotidianamente alla struttura». Per quanto riguarda la sua attività, l’associazione si rivolge innazitutto ai neonati abbandonati in quanto non riconosciuti dalla madre o dai genitori naturali, garantisce accoglienza ai neonati figli di mamme con patologie neuropsichiatriche, con problemi di alcolismo, tossicodipendenza, o ai figli di ragazze minorenni, che a loro volte hanno bisogno di assistenza sociale. Oggi un numero elevato di bimbi appena venuti alla luce viene posto sotto tutela del tribunale di minori. Di questi molti i restano in attesa di essere reintegrati nella famiglia di origine.