Neonati morti all'ospedale San Paolo, la procura indaga su tre casi sospetti

In clinica si erano presentate una donna italiana, una egiziana e un'ucraina. I decessi sono avvenuti tra il 29 ottobre e il 5 novembre: i pm, che indagano per omicidio colposo, non escludono una «fatale coincidenza».

Dopo la prima inchiesta per omicidio colposo aperta nei giorni scorsi in Procura sul caso dei neonati morti durante il parto all'ospedale San Paolo, ieri sono stati assegnati due nuovi fascicoli sugli altri decessi avvenuti tra il 29 ottobre e il 5 novembre. Il pubblico ministero Alessandra Cecchelli, coadiuvata dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato, ha iscritto nel registro degli indagati sempre con l'ipotesi di omicidio colposo i vari sanitari che si sono alternati in sala parto tra medici chirurghi e ostetrici. In un caso viene contestato anche il reato di lesioni provocate a una mamma. L'inchiesta - già aperta la scorsa settimana - riguarda il caso di una donna italiana a cui è stato praticato il taglio cesario il 29 ottobre. La donna si era presentata la mattina in ospedale e a una prima visita il battito del feto, del peso di un chilogrammo e 4 etti, è risultato regolare. Posta la paziente in sala d'attesa per una seconda visita, in base alla segnalazione che poi il San Paolo ha inviato alla procura il 18 novembre, non era presente. Richiamata alle 12.20 la donna è stata sottoposta a un'ecografia, durante la quale è stata rilevata una contrazione uterina importante anche se non dolorosa, a cui è seguito un episodio di bradicardia. Di qui la decisione di eseguire il taglio cesario. L'operazione è cominciata alle 14.30 e alle 14.41 i medici hanno estratto una bimba già morta. La seconda inchiesta, quella in cui figura anche l'ipotesi di lesioni, riguarda una donna egiziana a cui è stato eseguito con taglio cesario il 2 novembre, nel corso del quale è stata eseguita un'isterectomia laparoscopica. Il feto anche in questo caso è nato morto. La terza, invece, è relativa al parto di un'ucraina risalente al 5 novembre. In questo caso, secondo quanto segnalato dall'ospedale, i medici hanno riscontrato un nodulo intorno al collo del bimbo per cui hanno proceduto con il taglio cesario. Purtroppo il bimbo sarebbe stato strozzato dal cordone ombelicale che aveva compiuto due giri intorno al collo. I magistrati hanno disposto le autopsia sui feti per verificarne le cause dei decessi. A breve sarà disposta una consulenza che andrà a verificare anche la causa delle lesioni riportate da una mamma e la prognosi. «Bisogna usare molta cautela perché allo stato non si può escludere che si tratti di una fatale coincidenza», ha spiegato il procuratore aggiunto Nicola Cerrato. Il magistrato ha spiegato che si procede perché si è verificata una «peculiarità statistica», mentre in merito alle iscrizioni dei nomi dei sanitari nel registro degli indagati, Cerrato sottolinea che è stato fatto «con fini di garanzia e cautelativi».