Dal neoprene fino all’acido: è la metamorfosi dell’allegria

Il mutamento è una costante fondamentale della creatività. Così progettare nuove collezioni rappresenta un ingegnoso working progress da leggere alla luce della storia di un brand e di uno stilista. «La metamorfosi di Blumarine passa attraverso tre materiali: il neoprene stampato, il vinile e la rafia» diceva ieri Anna Molinari prima di mandare in scena una collezione coraggiosa e piena d'allegria. Formidabile la serie di abiti sartoriali in cotone stampati con il tema delle mimose su fondo nero o quelli stampati con tecniche artigianali per ottenere effetti trompe l'oeil.
Ma la Molinari si spinge oltre e declina il chiodo in neoprene dai colori fluo per surfiste molto fashioniste. L'atmosfera si fa hawaiana e la temperatura sale con l'arrivo di una serie di abiti e piccoli pezzi in fiori 3D di organza, pizzo, vinile e vernice. Un'esplosione materica che culmina in sensuali tubini bianchi o neri di paillette e nel delizioso parka black fatto di lucidissimi fiori di plexi. «La passerella deve emozionare» diceva la signora delle rose spiegando il perché di una ricerca così ardita.
«Avevo voglia di esplorare ancora l'etnico ma non in senso letterale. Mi piaceva l'idea di risentire il fascino della Spagna che fa parte della nostra memoria storica e la suggestione di paesi assolati come il New Mexico, ma in modo completamente nuovo» raccontava Rossella Jardini direttore creativo della linea Moschino mentre in passerella si materializzava una donna body conscious decisa a indossare con la stessa sensuale attitudine un lungo abito sottoveste con patchwork di seta e pizzo o la tuta in crêpe de chine profilata di mobilissime frange. Perfetti i pantaloni aderenti al corpo su sandali platform con cordoncini oro e divertente il bolero ricoperto di campanelli mentre il tocco ironico della stagione sta nella scritta «Make Up Not War» applicata sul chiodo di pelle.
La svolta di Les Copains coinvolge la bellezza: dota, infatti, la sua pregevole maglieria di un flacone a base di acido ialuronico. Vaporizzato sul rovescio del capi rilascia gradualmente e fino a quattro lavaggi le molecole che rendono la pelle del corpo più idratata e più morbida. «È un altro tassello della nostra evoluzione che vede protagonista la maglia lussuosa trattata in modo sartoriale» raccontava Stefania Bandiera parlando delle atmosfere marinière da sempre un grande tema della maison interpretate con il piglio moderno della maglia a punto stoffa per blazer, abiti e gonnelline. Deliziose le t-shirt in filato ultraleggero e gazar con gli intensi ritratti di donna realizzati dall'artista Omar Galliani.
Un'inattesa sensualità si respirava anche nella linea C'N'C' disegnata da Ennio Capasa. «Alla matrice cool e grafica che ha sempre contraddistinto il mio concetto di sportswear giovane ho aggiunto fluidità e nuove armonie», dichiarava lo stilista mentre offriva con una deliziosa collezione una grande prova di bravura. Perfetto ci è apparso infatti il dialogo fra tessuti tecnici e materiali preziosi e ricercati, fra trasparenze garbate di organze e sete lavate e consistenza di pelle ultralight, fra silhouette morbide negli abiti corti scostati da corpo e i dettagli sportivi. Indimenticabili i colori accostati con un'inedita grazia: il nude, l'avorio, il giallo e lo smeraldo, il pink e il nero.