Neppure Cassano illumina un brutto derby

Tra Sampdoria e Genoa vincono tensione e nervosismo. L’unica emozione: il ritorno, dopo ventidue mesi, del campione barese. Squadre bloccate: Gasperini meno spregiudicato del solito, rischia solo nella ripresa

Genova - Atteso da dodici anni. Non certo atteso così brutto. In campo e fuori. Il derby di Genova torna in serie A e a perderci è lo spettacolo. Non solo per lo 0-0, ma anche perché tutti i vari decreti antiviolenza dichiarano fallimento. I cretini si sfidano tranquillamente a mazzate fuori dallo stadio quattro ore prima del match mentre i tifosi, quelli veri, non possono colorare lo stadio come solo da queste parti sanno fare per il derby. Zero striscioni, solo magliette blucerchiate nella Sud, solo bandiere rossoblù nella Nord. Poi, certo, l'adrenalina è al massimo, il clima è da brividi, ma l'occasione poteva offrire di più.

Comunque si gioca e in campo si fatica a sentire i fischi di Rosetti. Dodici anni fa la sfida era quella della classe della Samp contro il cuore del Genoa. Dodici anni sono tanti e si sentono, ma i blucerchiati iniziano come se avessero ancora sulle spalle quel peso, l'onere di fare la partita. E Bellucci si prende la briga di fare da Lanterna per i compagni.

Il Genoa si difende con tranquillità anche se ogni scatto di Montella provoca terremoti (per la verità, più che altro palpitazioni nei cuori dei tifosi, e nulla di più). Mazzarri chiede ai suoi di giocare soprattutto sulla sinistra, ma da quella parte Gasperini ha schierato Rossi e Konko, un deciso passo indietro rispetto al suo solito spregiudicato 3-4-3, e un monito agli avversari nel caso dovessero lasciare troppo spazio al contropiede.

I portieri finiscono per farla da spettatori non paganti a parte qualche uscita alta di Rubinho. Fino alla mezz'ora. Quando la Samp sfiora il gol. Palla respinta al limite dell'area rossoblu dove è appostato Delvecchio che di destro al volo manda a fil di palo. Ah sì? Il Genoa ha patito l’affondo e, a scanso di equivoci, replica subito. Il contropiede di cui sopra prende d'infilata la difesa della Samp, Rossi mette al centro, tacco di Di Vaio e gol. La Nord esulta ben sapendo però che l'azione era ferma per quella manciata di centimetri che avevano lasciato proprio Rossi in fuorigioco.

In campo c'è anche Rosetti, che riesce ad adeguarsi alla partita. Alla fine del primo tempo il suo fischio sorprende per la discrezione.
Non sorprende il rientro delle squadre in campo. Solo il Genoa ci prova un po' di più. Allora ci pensa Gasperini a stupire se stesso. Toglie il regista (Milanetto) e mette un incursore (Sculli), poi, all'11', fa entrare addirittura Leon al posto di Di Vaio. Boato del pubblico genoano e prime palle toccate da Mirante.

La Samp addirittura ci prova in contropiede e al 20' Palombo serve in profondità Bellucci. Rubinho esce in modo perfetto e anticipa l'attaccante che però lo colpisce al volto. Poi chiama subito i soccorsi, è dispiaciuto, ma il portiere rossoblù lascia il campo in barella. I medici diranno che è un trauma cranico. Entra Scarpi e il clima si fa ancora più rovente. Il nuovo portiere rossoblù non si fa trovare impreparato sei minuti dopo quando Montella e Bellucci triangolano di prima e l'Aeroplanino gli si trova solo davanti. Ma non lo sorprende.ù

Non sarà certo per questo, ma Mazzarri toglie subito l'ex romanista e fa venire giù lo stadio buttando nella mischia Antonio Cassano. All'esordio nel campionato italiano dopo 22 mesi. Inutile anche lui per cambiare il derby più atteso e forse più brutto.