Neppure il naufragio di Cesena basta a esonerare Malesani

(...) margine dell’assemblea di Lega della serie A: «Quando si perde, c’è un po’ di rabbia. Ma ci sta, nessun problema. Malesani fa parte del nostro progetto e non si cambia, stop, discorso chiuso». E l’ultimo tassello del dramma sportivo genoano è arrivato da un altro lancio dell’agenzia Ansa, quello delle 16,45: «Dopo le parole del presidente Enrico Preziosi, che stamani a margine dell’assemblea di Lega a Milano lo ha confermato alla guida del Genoa, Alberto Malesani è tornato a lavorare al Signorini di Pegli. Il tecnico veneto da pochi minuti sta conducendo la prima seduta settimanale in vista dell’anticipo di venerdì prossimo quando al Luigi Ferraris arriveranno i campioni d’Italia del Milan». Partita, per la cronaca, dove mancherà anche Palacio, squalificato dopo l’assurda ammonizione rimediata a Cesena, nonostante un arbitro che aveva già graziato Moretti, che andava espulso.
Insomma, Malesani resta. Nonostante la sconfitta di Cesena contro l’ultima in classifica. Nonostante il fatto che, anche in Romagna, il Genoa non abbia mai avuto, nemmeno lontanamente, possibilità di vittoria. Nonostante le dichiarazioni negli spogliatoi del tecnico veronese che ha incredibilmente visto un’altra partita rispetto alla nostra: «Oggi credo che chi voleva vedere gioco, lo ha visto, non ha visto solo il risultato. Abbiamo dominato in lungo e in largo la partita, ma la palla bisogna buttarla dentro ed essere concreti. Ci è mancato solo il gol. Oggi, il bel gioco c’è stato, se anche oggi non va bene, allora non so...». Devo dire che queste parole riescono ad essere peggiori del già inguardabile Genoa delle ultime settimane. Che, dopo aver vinto del tutto immeritatamente contro la Roma e ancor più immeritatamente contro il Novara (in entrambi i casi già il pareggio sarebbe stato troppo per i rossoblù), e dopo aver sportivamente scippato la qualificazione in Coppa Italia ad un Bari che ha dominato la partita e che avrebbe meritato almeno tre o quattro gol in più dei rossoblù, ha perso a Cesena contro l’ultima in classifica, senza riuscire mai a rendersi pericoloso.
E a questo punto mi chiedo: cosa si aspetta ad esonerare Malesani? Preziosi vuole provare il brivido della lotta per non retrocedere? È verissimo che il Genoa è ancora in un’ottima posizione e che ha addirittura una partita in meno, poi magari vince venerdì contro il Milan e si parla di qualificazione alla Champions. Ma un allenatore che dice di aver «dominato in lungo e in largo» a Cesena, chiaramente non è sereno e non ha la percezione della realtà. E, se la classifica è tuttora ottima, è anche vero che è cortissima e quindi quest’anno rischieranno in tanti. Ma per chiunque capisca qualcosa, non necessariamente di calcio, ma almeno di logica, la misura è colma.
Soprattutto, ciò che è surreale di Malesani è che si lamenta ora della mancanza di una prima punta. Ma se per mesi ci hanno spiegato che lui e Preziosi si sono piaciuti fin da aprile e che la campagna acquisti è stata fatta d’amore e d’accordo, come mai sono stati scelti l’infortunato Zè Love, il Cammello e l’Airone e sono stati lasciati partire Boselli, Destro, Paloschi, persino Boakye e Ragusa, per non dire di Floro Flores? Non aveva niente da dire l’allenatore che domina in lungo e soprattutto in largo?
Certo, l’annuncio di ieri farà contento il mio amico Giampiero Timossi, anima e cuore delle belle pagine sportive del Secolo XIX. Ma qui parliamo di una passione quasi fisica, di un innamoramento per Malesani che, come ogni amore, va oltre la logica. Del resto, il Timossi autore di Imparare a ragionare, manuale di logica presentato proprio ieri sul Secolo, è Roberto e non Giampiero, il miglior giornalista sportivo genovese. E quindi, amore sia: più di Belen, Vittoria Puccini e Valeria Solarino da noi evocate la scorsa settimana per raccontare l’amore per il tecnico. Ma potremmo aggiungerci anche una bellezza travolgente come Valentina Lodovini o una acqua e sapone come Cristiana Capotondi. Giampiero ama Malesani più di tutte loro.
Quindi, per Preziosi, nessun esonero per Malesani, a differenza del Parma nel 2000-2001, del Modena nel 2003-2004 e dell’Empoli nel 2007-2008. Sperando di non fare la fine del Verona retrocesso nel 2001-2002, del Siena sceso nel 2009-2010 o del Bologna dello scorso anno, due punti in otto partite. Praticamente, un Cavasin rossoblù.