Neppure la polizia multa lucciole e clienti

(...) Multe e verbali per chi è sorpreso in strada a intrattenersi con una professionista del sesso? In realtà sono solo un miraggio. Che la minaccia abbia già messo in fuga lucciole e clienti? A occhio sembrerebbe di no, almeno a giudicare dal traffico che c’è ancora dalle 22 in poi in zona Elicoidale a Sampierdarena. E allora perché di queste famose multe per ora si sente soltanto parlare? Il bilancio dell'attività delle forze dell'ordine degli ultimi giorni parla di non più di una decina di denunce per «atti osceni in luogo pubblico» per chi si è fatto beccare «a imboscarsi» con una «graziosa». E le multe? Che fine hanno fatto? Abbiamo girato la domanda ai «pensatori dell'ordinanza». Dall'altra parte della cornetta, a rispondere, Francesco Scidone, assessore alla Sicurezza del Comune di Genova. Che però ha attaccato il disco. «Non rilascio dichiarazioni al Giornale», l'unica risposta pervenuta. «Io con la vostra testata non parlo». «Ma noi volevamo soltanto sapere perché tante denunce, mentre multe...». «Questo l'ha detto lei e non lo dico io», la sola risposta pronunciata dall'assessore. Dunque, perché l'ordinanza entrata in vigore il 12 novembre scorso in pratica sia stata disapplicata per intero, resta un mistero. Non glielo domandate nemmeno, tanto non vi risponde.
La storia è sempre la stessa, umana e triste vicenda che si consuma nottetempo sui marciapiede di Genova. Nonostante la sfilza di denunce per «atti osceni», circa 6 collezionate negli ultimi 6 mesi per un curriculum che parla da solo, la 22enne romena sorpresa in flagrante la scorsa notte proprio durante un rapporto sessuale con un cliente in via Scarsellini a Sampierdarena è stata fermata, controllata e denunciata proprio la scorsa notte insieme al cliente che era con lei, un 39enne genovese. Niente multa, ovviamente. Cosa debba fare in più una lucciola per meritarsi una multa a questo punto non è dato saperlo. «Il risultato è anche più grave - spiega Laura Rossi, portavoce del Questore - perché la denuncia è un provvedimento penale mentre la multa è un atto amministrativo». In pratica l'ordinanza non solo è inapplicata ma è anche inapplicabile. Di più. Diventa un atto interpretativo. Che però non spetterebbe alle forze dell'ordine ma al massimo a un giudice competente. Un'altra delle contraddizioni di un'ordinanza puritana di stampo post vittoriano che non colpisce il racket, non limita lo sfruttamento, non lede le organizzazioni criminali ma multa le vittime, l'ultimo anello della catena. Una faccenda delicatissima, secondo gli stessi agenti della Questura. «Tanto clamore per una norma che di fatto non cambia nulla per noi - conclude Laura Rossi - eravamo già dotati di tutti i termini di legge per la prevenzione e i controlli sul territorio». Non solo. «Qui non si tratta fare raffiche di contravvenzioni, non abbiamo a che fare con delle automobili di cui dobbiamo prendere targa e numero di telaio. Abbiamo a che fare con persone, disagi, casi diversi di volta in volta». Insomma, la multa è forse la soluzione più semplice. Non sempre la migliore. Bastava una spiegazione simile. Scidone, invece, ha riattaccato.