Del Neri: «Per allentare la tensione quasi quasi volevo evitare il ritiro»

(...) Così alla fine Del Neri, forse anche dietro suggerimento della società, ha rinunciato al bizzarro progetto, che però aveva il significato di smorzare la tensione e abbassare i toni, dopo una settimana che comunque in casa Samp si è vissuta con estrema tranquillità: «Volevo lasciare la mente sgombra il più possibile ai giocatori e stavo meditando addirittura di evitare il ritiro ma poi ho pensato che fosse anche giusto di stare insieme alla vigilia della partita».
L'atmosfera insomma sembra quella giusta: «Esistono svariati modi di preparare una gara così importante, che per noi e per i nostri avversari non è una gara come le altre, ma è un derby, che metto allo stesso livello di una finale di coppa. Durante questa sfida non scendono in campo solo due squadra, bensì un'intera città e noi daremo il massimo per vincere. Credo che sia giusto essere determinati, ma senza troppa pressione».
Il passato. E poi c'è la storia. Sono trascorsi ventinove anni dal 7 dicembre 1980: Del Neri, all'epoca regista blucerchiato, decise il derby d'andata con un gol direttamente da calcio d'angolo: «Un episodio che mi ha facilitato quest'estate quando sono tornato a Genova da allenatore - scherza il tecnico, ma non troppo -. Senza dubbio preparare un derby da giocatore è diverso: pensi a dare il massimo in campo e possibilmente a vincere la gara. Da allenatore devi invece pensare a più cose: principalmente cerchi di trasmettere i giusti stimoli, senza però caricarli eccessivamente di pressione. Questo può avvenire durante l'allenamento, ma anche con le parole».
I numeri. La Sampdoria è a +4 ma Del Neri non crede ad un vantaggio blucerchiato o a una Samp più forte del Genoa: «Con 24 punti in classifica, possiamo scendere in campo sereni e senza pressioni. Se avessimo 15 punti sarebbe diverso, ma da questo punto di vista sono tranquillo. Però come ho già detto, il derby è una gara a sé e i valori si annullano. Qualcuno mi ha fatto notare che il Genoa ha la peggior difesa del campionato, ma io ribatto dicendo che ha anche il miglior attacco: le coperte sono sempre o lunghe o corte. Come tutte le squadre il Genoa sta faticando in difesa, perché si è tornati ad un calcio più offensivo e quindi qualcosa bisogna pur concedere».
Fair play. Come ha fatto già in settimana Garrone, anche Del Neri invoca il fair play: «Da sempre il pubblico genovese è sempre caloroso, ma molto civile. Lo spettacolo sugli spalti sono sicuro che non mancherà: il Genoa gioca in casa, ma anche noi avremo la nostra fetta di stadio che non ci farà mancare tutto l'affetto di cui abbiamo bisogno. Credo che l'esempio debba partire dalle squadre in campo: mi auguro che sia un derby maschio, ma corretto. L'importante è poter uscire a testa alta, sia noi dal campo che il pubblico dagli spalti». E a proposito di scambi di cortesie ieri sono arrivati i complimenti di Gasperini: «Lo ringrazio e posso dire lo stesso di lui che da diversi anni ha saputo trasmettere alla sua squadra una precisa fisionomia di gioco. Sappiamo che il Genoa di fronte al proprio pubblico è una squadra assai temibile: loro metteranno in campo le loro carte, noi le nostre, sperando ovviamente di poter esultare noi alla fine».
La squadra. Il tecnico punta sul gruppo. «Non solo su Cassano, perché ci sono anche Pazzini e Mannini e tutti gli altri», a cominciare dai baby; questa sera infatti scenderà nuovamente in campo la difesa più giovane della serie A con Cacciatore al posto di Stankevicius: «La spensieratezza e l'entusiasmo dei giovani sono componenti positive. Se un giovane merita di giocare è giusto che giochi, altrimenti non farà mai esperienza». Quindi? «Conta solo un risultato: la vittoria».