Del Neri e l’emozione dell’ex: «Be’, avevo dieci anni di meno»

È una Sampdoria con tante certezze quella che domani affronterà il Chievo alla ripresa del campionato. Luigi del Neri ha le idee chiare sia sulla possibile formazione sia sul momento dei blucerchiati. «Dobbiamo dimostrare di cambiare dopo le ultime domeniche. La speranza è di mantenere il trend positivo che abbiamo in casa. Cercheremo un buon risultato per arrivare al derby con serenità». «L’ambiente crede nella squadra - spiega - ci può stare un periodo negativo, ma noi rimaniamo sempre gli stessi, sia quando andava tutto bene sia ora. Credo che la dimostrazione principale siano i tifosi: quando eravamo primi a Bogliasco salivano in cento, adesso che siamo più indietro sono sempre cento. L’ambiente capisce quando le cose non vanno bene e poi questo momento è legato anche ad avversità particolari che non dipendono totalmente da noi». Per Del Neri la sfida di domani sarà anche una gara dalle emozioni contro la squadra che lo ha lanciato. «Provo un grande affetto per la città - prosegue - e per la società, ma è pur vero che di quel Chievo ormai sono rimasti in pochi. È chiaro che quelle maglie portano ricordi positivi, ma anche dieci anni in meno». Contro i veronesi rischio cartellino giallo per Antonio Cassano che in caso di ammonizione salterebbe la sfida con il Genoa: «Quando uno entra in campo non pensa a queste cose. Spero che l’unico diffidato si comporti in campo come nelle ultime gare», commenta Del Neri. Due le assenze certe per domenica: l’infortunato Semioli e lo squalificato Stankevicious. «Giocherà Cacciatore a destra e Ziegler a sinistra - chiarisce subito il tecnico - e credo che centrali giocheranno Gastaldello e Rossi. Padalino? Recuperato pienamente, mentre i nazionali posso dire che stanno bene». E l’ultima battuta è proprio dedicata ad un azzurro, Giampaolo Pazzini, che aveva criticato l’ipotesi di Amauri in azzurro: «Credo che quello che ha detto sia giusto. Un giocatore deve avere sempre la possibilità di lottare per un traguardo. Si è autocandidato per un posto per i mondiali in Sudafrica, niente di strano»