Del Neri, mett’ a Cassano

Mannaggia al derby. Non posso neppure sfogarmi un po’ col Gasp e con la squadra per il primo tempo assurdamente regalato al Livorno. Mi tocca fare il solito genoano atipico, quello che non mugugna neppure un po’. Quello in via di estinzione, per intenderci. E vabbé, pensiamo al derby allora. Lo avrei fatto comunque, è chiaro, anzi, lo ammetto, è da quel dì che ci penso. Solo che non si può fare quelli che chiedono ai giocatori di pensare gara per gara e poi dire che noi in realtà abbiamo già la testa al Nutella party. Piuttosto vorrei fosse già sabato. Oppure vorrei nel frattempo pensare ad altro. Allo stadio, piuttosto. Poi mi rendo conto che ormai anche quello è un tema che non può più essere affidato al ragionamento. È questione di ideologia: o di qua o di là. Tutti dicono che siamo noi genoani a dire no per partito preso. Eppure ho visto le foto degli striscioni di chi rinuncia persino a ragionare (d’altra parte perché addentrarsi in missioni impossibili proprio nella settimana più faticosa?): «Stadio? Forza Duccio». Tradotto: «Decidi tu, non importa cosa, noi non usiamo la testa». Di tutta la rassegna stampa di ieri, c’è però soprattutto una cosa che mi rincuora: temevo che il patron della Ferrero ritenesse ormai il derby una partita qualsiasi, non un appuntamento di quelli per lui da non sbagliare. Invece vedo che annuncia addirittura due cucchiaini di cioccolata purissima. Del Neri, mi racomando, mett’a Cassano.