Dal nero d’Australia al Rosso Malesia Così la Ferrari è ripartita in 7 giorni

Kimi Raikkonen e Stefano Domenicali, pilota e capo della Ferrari F1
sono alla prima vittoria assieme, il primo successo del dopo Jean Todt.
E di un dominio si è trattato

Sepang - Ci sono un lappone e un romagnolo alla base di questo successo. Il lappone, meglio dire finlandese, ha vinto alla sua maniera: glacialmente. Il romagnolo, meglio dire emiliano-romagnolo visto che Imola è terra di confine, ha trionfato alla sua: con il sorriso. Kimi Raikkonen e Stefano Domenicali, pilota e capo della Ferrari F1 sono alla prima vittoria assieme, il primo successo del dopo Jean Todt. E di un dominio si è trattato. Perché vuoi Massa-Raikkonen prima, vuoi Raikkonen-Massa dopo, quindi e purtroppo, solo Raikkonen, la Ferrari ha sempre cavalcato davanti a tutti rifilando 20 secondi a Kubica e la Bmw secondi, e a Kovalainen e la McLaren-Mercedes dietro. Ebbene sì, assente dal podio prodigio Hamilton. Colpa sua, gara no, e colpa di un dado di fissaggio che gli ha fatto perdere diversi secondi al primo pit. Fatto sta, il finnico e l’emiliano-romagnolo pongono ora i loro bravi puntini sulle «i». Su Massa, infatti, Raikkonen parla con glaciale diplomazia, ma è come se mettesse in chiaro qualcosa: «La mia gara dopo il primo pit stop, quando sono andato in testa su Felipe grazie al giro record che avevo fatto poco prima, è stata tranquilla. Tornato in pista davanti a lui sono riuscito a distanziarlo con facilità. Se mi ha stretto al via? Ma no, ha solo spinto un po’ verso destra, ma ci sta, queste sono le corse... Comunque, ero partito meglio, avrei potuto passarlo in staccata, non ho voluto rischiare, sarebbe stato sciocco fra compagni al primo giro». Parole pensate una dopo l’altra, che contengono chiari messaggi al compagno partito non proprio bene, che l’ha spinto un po’ al via, che fa sempre giri veloci. C’è poco da fare: Raikkonen sta ragionando da leader. Non a caso aggiunge: «Le McLaren lente? Ma no, lo dicevo già in Australia, quella era una pista anomala. Quanto a noi, non siamo ancora soddisfatti al cento per cento della macchina».

La strana coppia va a braccetto. Infatti Stefano Domenicali spiega: «Dopo il disastro di Melbourne siamo riusciti a dimostrare il nostro potenziale come ci aveva chiesto l’avvocato Montezemolo: questa è la vera Ferrari. E ora, calma e gesso, come si dice dalle mie parti, e avanti a lavorare per crescere, perché l’affidabilità è l’elemento chiave quest’anno, perché dobbiamo ancora risolvere certe problematiche legate alla centralina unica (quella fornita dalla McLaren, ndr)». Un inciso importante, quest’ultimo, perché anche col sorriso si possono rifilare stoccate agli avversari.

Quanto alla partenza e all’errore di Massa: «Non ho temuto, avevamo studiato le partenze passate, e i piloti sapevano che gli obiettivi primari erano non toccarsi e chiudere lo spazio ai rivali. Sono stati bravi. I due ritiri di Felipe? In ottica piloti e costruttori sono importanti però non drammatizziamo: la classifica è corta, Massa saprà reagire già in Bahrein».