Nervi, Villa Esperia residenza storica in mezzo al degrado

La battaglia per risanare l’edificio sul viale delle Palme

«Come aver ragione dell'immobilismo comunale?» è la domanda che Francesca Montalto, consigliere di Forza Italia nel IX Municipio Genova Levante, si è posta dopo aver inviato il 24 settembre scorso all'Assessorato Città del Mare, Verde e Parchi, Decoro Urbano una domanda circostanziata sul degrado di Villa Esperia (antico ex hotel) al numero 11 di Viale delle Palme a Nervi. È il primo edificio che s'incontra a destra uscendo dalla stazione, inequivocabile, e in negativo, biglietto da visita di una località a «vocazione» turistica. Ha ricevuto risposta, ma di fronte ad una situazione di degrado che perdura da anni cos'è una risposta non accompagnata da un progetto d'intervento con una data definita? L'Avvocatura del Comune ha indicato due possibili strumenti d'intervento: «esplicazione di poteri ingiuntivi inerenti la cura dell'interesse pubblico di natura igienico-sanitaria e di decoro» e «il potere sindacale di emanare ordinanze contingibili ed urgenti» per eliminare uno stato di pericolo anche per la sicurezza, accertato con strumenti idonei. Questa seconda via, consigliata come la più rapida, si può effettuare a seguito dell'esito di verifiche ed accertamenti istruttori dei competenti organi (Asl, Vigili urbani). Montalto ha appreso che è stato incaricato di un sopralluogo un vigile di Nervi che risulta in permesso-studio fino a fine febbraio!
Nella risposta da parte dell'assessorato viene ricostruita la storia degli interventi di bonifica nella Villa dal 1996, dodici anni fa, quando se ne occupò «l'allora Servizio Giardini e Foreste del Comune» e «l'edificio non era ancora vandalizzato ed abusivamente occupato come è oggi». Poiché il giardino «invadeva con le fronde degli alberi il marciapiede pubblico e la vegetazione incolta aveva fatto proliferare insetti fastidiosi (zanzare, scarafaggi) nonché topi», si era impostata una procedura ingiuntiva alla proprietà, (allora una Società Immobiliare con sede in Milano), ma le notifiche non venivano ritirate. Si formalizzò un'ordinanza sindacale per il riordino che, se non compiuto nei tempi previsti, dava luogo ad un intervento pubblico «in danno» con il risarcimento dei costi da parte della proprietà. Il giorno d'inizio dei lavori si presentò il rappresentante dell'Immobiliare pretendendo di bloccare i lavori che però furono portati a termine. Il ricorso inoltrato dall'Immobiliare fu vinto dopo qualche anno dal Comune. Fu quello l'unico intervento serio: oggi la situazione è peggiore per l'incendio sopravvenuto alcuni anni fa.
Montalto, che ha a cuore la vivibilità della delegazione, non si è limitata a questa segnalazione ma ha indirizzato altre lettere sul degrado di Quinto e Nervi. A Quinto tra la scuola Durazzo e l'inizio di via Oberdan (Belvedere Trabucco) le successive gettate di asfalto hanno innalzato il centro della strada al di sopra dei marciapiedi lato mare, che a loro volta rialzati hanno tolto lo spessore-scalino ai negozi e ai portoni con la conseguenza che quando piove l'acqua entra allagandoli. Tutte le attività commerciali di via Murcarolo sono dal lato mare e tutti lamentano buchi e tombini sconnessi dei marciapiedi.
Ha stigmatizzato l'indecoroso impatto visivo dei cassonetti della spazzatura lungo il rettilineo di Quinto ma anche a Nervi, in Viale delle Palme, dove sono perfino posizionati davanti, e quasi attaccati, alle panchine.
Una delle battaglie intraprese da Montalto, nominata rappresentante del Municipio nel Comitato di gestione del Castello di Nervi, è contro il monopolio della fruizione dei locali da parte di qualche associazione ospite. «Ciò che si fa in una struttura pubblica deve avere l'approvazione della maggioranza governante, deve essere aperto a tutti i cittadini ed essere assolutamente apolitico». Ma non tutti sono d’accordo.