Il nervosismo di Ranieri esplode contro Sky: «Così perdete spettatori»

La palma del buono va al 27enne brasiliano Miguel Da Silva Anderson Nenè che, prelevato nel 2009 dal Nacional, con la maglia del Cagliari non aveva fatto finora granché, facendo rimpiangere l’omonimia col grande Nenè che aveva lasciato un segno intangibile nell’isola, ma con la tripletta di ieri al Catania si è fatto ampiamente perdonare.
Il brutto invece arriva dalla squadra arbitrale dove il duo Nicchi-Braschi non è ancora riuscito ad insegnare ai fischietti l’importanza della parola «uniformità». E così, a un Tommasi che a Cagliari caccia giustamente i catanesi Martinho (duro su Perico) e Morimoto (colpo al viso e tacchettata ad Ariaudo), rispondono gli insufficienti Rocchi che grazia il milanista Boateng ammonendolo al 10’ ma dimenticandosi al 31’ di espellerlo quando entra a gamba tesa sul ginocchio di Esposito. Senza tralasciare Giannoccaro che in Brescia-Sampdoria non caccia Hatemaj quando fa un’entrata da killer su Tissone o Banti che in Lecce-Chievo ignora il colpo alla bocca con fuoriuscita di sangue del salentino Ofere nei confronti di Cesar. O gli errori di Romeo che in Roma-Bari azzecca il rigore su Borriello per una trattenuta di Rinaldi, ma regala ai giallorossi il gol della vittoria: Juan è in fuorigioco e contemporaneamente Borriello si aggrappa alla maglia di Rinaldi, impedendogli di saltare. E poi, il pessimo Romeo, non espelle Raggi quando stende in modo proditorio Menez e qui il rosso era d’obbligo. Uniformità, parola incomprensibile ai nostri fischietti e a chi li dirige.
E incredibile quanto accaduto in Foggia-Cosenza di Prima Divisione: all’11’ lungo cross nell’area foggiana affollata, il portiere rossonero Santarelli para, tutti si girano per tornare a centrocampo meno il cosentino Biancolino che colpisce il pallone con entrambe le mani facendolo cadere a terra e spedendolo con un calcio in rete. Ma l’arbitro Aloisi, spalle alla porta, dopo un’occhiata all’assistente Servilio, concede incredibilmente il gol. Alla fine il Cosenza vince 2-1. Biancolino solo negli spogliatoi confesserà a Zeman di avere usato le mani. Troppo tardi però.
Il cattivo va ai due espulsi del Catania, Martinho e Morimoto che sullo 0-2, hanno commesso stupidi falli di frustrazione nei confronti dei cagliaritani che andavano a velocità doppia e scappavano loro da tutte le parti.