Nespoli, un milanese in orbita con lo Shuttle «Lo sogno da 40 anni»

«Sono pronto: ad aprile ho compiuto mezzo secolo. Martedì sarà un momento di gloria per l’Italia come quando vinciamo i mondiali di calcio»

Un astronauta nato a Milano, Paolo Nespoli, 50 anni compiuti lo scorso 6 aprile, porterà nello spazio il Nodo 2, un pezzo di alta tecnologia italiana di cruciale importanza per il futuro della Stazione spaziale internazionale. La missione dello Shuttle, di cui fanno parte Nespoli e altri sei astronauti, è stata battezzata Esperia e durerà 14 giorni. Il lancio da Capo Kennedy, a bordo dello Shuttle Sts 120 Discovery, è previsto per martedì 23 ottobre alle 11.38 (le 17.38 in Italia).
Quanti anni ha aspettato questo momento?
«Ho cominciato a desiderare di fare l’astronauta quando avevo 10 anni. L’idea è poi maturata negli anni ’85/86 ma è stato difficile superare lo scoglio della selezione. Nel ’98, su 400 candidati, siamo stati selezionati in due».
Cosa penserà al momento del lancio?
«Che è un momento di gloria nazionale come quando vinciamo i campionati del mondo. Ci siamo paragonati con gli altri e stiamo facendo bella figura».
Il problema degli Shuttle che perdono il rivestimento in fase di lancio fa paura agli astronauti?
«Siamo coscienti che lo Shuttle è una macchina complessa, complicata, estremamente costosa e delicata. Se qualcosa va fuori posto è quindi facile che sorgano problemi. Come corpo astronauti abbiamo fiducia nel velivolo e nelle migliaia di persone che lavorano per prepararlo».
Lei porterà un pezzo nuovo molto importante per l’ampliamento della Stazione spaziale internazionale. Ma la Ssi serve ancora?
«Il Nodo Due è stato costruito a Torino ed è un pezzo di cui l’industria italiana deve essere fiera. La costruzione della Stazione spaziale verrà ultimata nel 2010. Poi inizieranno gli esperimenti a pieno regime. Se si guarda dal punto di vista della mentalità dell’azionista la Ssi non funziona. Qui però si tratta di ricerca che esce dalle logiche economiche. La Ssi è stata pensata perché le nazioni lavorino insieme e per dare stimoli all’industria e alla ricerca di Paesi con capacità tecnologiche e inventive come l’Italia».
Gli americani pensano di abbandonare la Ssi per costruire una base sulla Luna……
«I piani per il nuovo veicolo spaziale, una capsula che sostituirà lo Shuttle e servirà anche ad andare sulla Luna, sono già stati varati».
Nel 2010, quando pensioneranno lo Shuttle, il nuovo veicolo sarà pronto?
«No, e questo è un punto dolente della Nasa. Ci saranno quattro o cinque anni in cui gli americani dipenderanno per i voli nello spazio dalla Russia. Probabilmente la nuova capsula potrà essere lanciata nel 2014. Il ritorno sulla Luna è previsto per il 2015/2016».
Lei è l’unico astronauta italiano che non ha ancora volato. Non ci sono più italiani in attesa del take off nel centro della Nasa a Houston…
«Ci sono però giovani italiani nel corpo astronauti dell’Agenzia spaziale europea e forse l’anno prossimo ci sarà una selezione. Io sono l’ultimo nel programma italiano qui alla Nasa. Quando sarò pronto a cambiare mestiere ci sarà sicuramente un altro astronauta italiano».