«Nessun aiuto alle imprese della moda»

«La Finanziaria? Grandi attese, risultato deludente. Meno male che il made in Italy sta di nuovo decollando da solo». A dirlo è Mario Boselli, presidente della Camera italiana della Moda e della Camera di Commercio Italo - Slovacca, ovvero una delle 73 Camere di Commercio italiane all'estero che dal 21 al 27 ottobre terranno a Lecco la loro Convention annuale proprio per discutere di Made in Italy ed export. «Nel documento del Governo - spiega Boselli - per la moda non c'è niente di specifico e ce lo aspettavamo. Ma in generale, per il manifatturiero più competitivo non vedo elementi apprezzabili. Manca un disegno, una coerenza. In compenso non mancano le contraddizioni. In sostanza c'è molto da capire». Intanto il made in Italy torna a ruggire. «Dopo 5 anni di vacche magrissime - dice Boselli - , di stasi e addirittura di recessione, per la prima volta anche il sistema moda dà segni di ripresa. Se il primo quadrimestre 2005 è stato il momento più buio, ora torniamo a vedere il sole. A parte i brand più riconoscibili, la situazione sta migliorando anche nei segmenti della filiera che più hanno sofferto, ossia fili e tessuti». Se parlare di boom «è esagerato, certo è una congiuntura favorevole con basi solide».