«Nessun amuleto mi basta l’Inter»

«Questo per me non è un vero primo giorno di scuola. L’emozione è relativa, sono stato qui già diverse volte. L’ultima risale all’elezione del Presidente della Repubblica, due anni fa, quando venni come delegato, come rappresentante di Regione Lombardia». Commento di Gian Carlo Abelli, uomo forte della giunta lombarda, assessore alla Famiglia, amico di Silvio Berlusconi e di Roberto Formigoni, noto anche come padre della riforma sanitaria lombarda.
Abelli è stato eletto alla Camera, dopo una campagna elettorale che ha declinato con passione: quella stessa che lo accompagna da ragazzo, fin dai tempi in cui era consigliere comunale a Broni. Passione politica concretizzata consumando le scarpe, ascoltando la gente della sua Lombardia, aiutando la sua terra a risolvere i problemi, ad affrontare sempre nuove sfide.
Ma qualcuno si sarà emozionato per lei? «Sì, probabilmente mia moglie, che è con me». L’instancabile e tenace signora Rosanna, costantemente al fianco di Abelli. «Arrivato al Senato, ho incontrato persone, esponenti che conosco benissimo». La cosa più divertente è che pure a Roma tutti conoscono lui. Abito scuro, camicia rigorosamente azzurra, Abelli non è uomo da amuleti o da portafortuna. Basta la sua personalità e qualche slogan pieno di energia. Come quel «non mollare mai», che è lì su una cartolina appoggiata sulla sua scrivania al Pirellone e che raffigura la sua magica e insostituibile Inter.