Nessun complotto, l’autista di Diana era ubriaco

da Londra

Si sgretolano le teorie su un complotto che avrebbe portato all’omicidio della principessa Diana: test del dna su campioni di sangue dimostrerebbero che l’autista della principessa Diana era ubriaco la notte del mortale incidente a Parigi, come fu affermato sin dall’inizio. Lo ha scoperto la Bbc, che il 10 dicembre manderà in onda un documentario sull’inchiesta, How Diana Died: The Conspiracy Files.
I test, svolti in Francia negli ultimi dodici mesi, indicano inoltre con chiarezza che i campioni prelevati dall’autista morto, Henri Paul, che evidenziarono subito che il suo tasso alcolico era tre volte superiore a quanto ammesso dalla legge francese, furono accurati e che i campioni esaminati erano effettivamente i suoi.
Secondo i fautori della teoria del complotto per far morire la amatissima principessa (il 30 per cento dei britannici ci crede, secondo un sondaggio della stessa Bbc), i campioni ematici di Henri Paul furono scambiati. I test sul dna dimostrerebbero invece che non fu così: nel corso degli esami, il dna dei campioni di sangue di Paul è stato comparato con quello dei suoi genitori, e i due sono risultati coincidenti. Tuttavia, coloro che non credono all’incidente, sostengono anche che quella notte ci fosse un guidatore di una seconda auto presente nel sottopasso al momento dello schianto, un personaggio che non sarebbe mai stato ascoltato dagli inquirenti, a dimostrazione che c’era fretta di chiudere l’indagine. Perdipiù aggiungono che ci vollero due ore per portare Diana a un ospedale che si trovava a pochi minuti di distanza. Mohamed Al Fayed, padre di Dodi e proprietario dei grandi magazzini Harrods, ha sempre accusato la Casa reale di aver ucciso Diana perché voleva sposare suo figlio, un musulmano, e che la principessa gli aveva confidato di essere incinta. Ma Andre Lienhart, il medico francese che ha valutato per conto degli inquirenti il lavoro dei servizi d’emergenza la notte della tragedia, ha chiarito che «l’autopsia provò che la principessa non era in dolce attesa. Un’inchiesta francese durata due anni ha concluso che l’incidente avvenne per colpa dell’autista, che era ubriaco, sotto l'effetto di farmaci antidepressivi e guidava troppo veloce.