Nessun dubbio per Gasperini: Milito c’è

Campane suonate, tamburi rullate: il «Principe» ci sarà. Ci hanno pensato la pioggia e il nevischio abbattutisi ieri sulla città a spazzare via le residue perplessità e a fugare gli ultimi dubbi sulle sue condizioni: al termine della rifinitura al «Luigi Ferraris», dopo quarantadue giorni esatti di digiuno, Diego Milito è stato convocato per Genoa - Catania e questo pomeriggio, nella sfida d’apertura del girone di ritorno, farà certamente il suo esordio nel 2009. «Dall’inizio o cammin facendo?» Si chiedono impazienti i 25mila genoani o poco più che oggi riscalderanno le tribune di Marassi. Venerdì, stimolato sull’argomento nel bel mezzo della conferenza stampa, Gian Piero Gasperini era stato eloquente: «Se sta bene, gioca». «Voglio esserci» gli ha fatto eco ieri il delantero argentino, tradendo all’arrivo a Villa Rostan la voglia matta di tornare protagonista. Due indizi che, in questo caso, fanno una prova nonostante l’imminente trasferta infrasettimanale contro il Milan (mercoledì 28 gennaio ore 20,30). Certo avere là, in quel di San Siro, un Milito al top potrebbe rivelarsi decisivo nella corsa all’Europa che conta, per lo più contro una diretta concorrente distante, ad oggi, due misere lunghezze. Così anche alla vigilia della gara con gli etnei rossazzurri il mister di Grugliasco aveva pensato ad utilizzare inizialmente Rubén Olivera. Ma l’idea è stata archiviata
Se per il ruolo di punta centrale si preannuncia dunque una staffetta tutta sudamericana, sulle corsie esterne d’attacco non dovrebbero esserci sorprese con uno Jankovic tirato a lucido sulla mancina («Non prometto altri gol - ha dichiarato il serbo al sito ufficiale -, mi basta ottenere i tre punti») e Sculli dalla parte opposta. In linea mediana, appiedato Juric per un turno, a manovrare il timone rossoblù ci penserà la classe brasileira mista alla laboriosità del Polesine di Thiago Motta: il centrocampista veneto-paulista, allenatosi a parte negli ultimi giorni, è recuperato in pieno e sarà regolarmente al suo posto. A dargli manforte in cabina di comando dovrebbe esserci Milanetto (in vantaggio su Vanden Borre) mentre sulle fasce Mesto e capitan Rossi si contendono la maglia di destra; Criscito, comunque pronto ad arretrare qualora fosse necessario, giostrerà a sinistra. Davanti a Rubinho - ancora imbattuto nel nuovo anno e privo del fido dodicesimo Scarpi, in sua vece il giovane Lamanna -, il terzetto composto da Biava, Ferrari e dal rientrante Bocchetti garantisce l’appropriata copertura anche in caso di un ventilato tridente catanese.
L’allenatore rossazzurro Walter Zenga, oggi squalificato (in panchina andrà il suo vice Pino Irrera), oltre a incensare il Grifone, l’atmosfera del «Ferraris» e il nuovo acquisto Ciro Capuano (subito in campo), sembra infatti propenso a schierare contemporaneamente un semi-inedito tris di bocche da fuoco: il nipponico Morimoto e il marchigiano Paolucci potrebbero affiancare il siculo Mascara, ex genoano di un recente periodo oscuro e autore del decisivo gol dell’1-0 dell’andata. Quel 31 agosto 2008, mai sconfitta fu più propizia: dallo sconforto post-«Massimino», al fotofinish del mercato, spuntò Milito, quel «Principe» che proprio oggi ritrova un Genoa da favola, che veleggia in zona-Champions.