«Nessun euro è rimasto nel cassetto»

Riceviamo dall’assessore Claudio Minelli e pubblichiamo.
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«Il Giornale ha pubblicato ieri un articolo dal titolo “Inutilizzati 37 milioni destinati alla capitale”. Rimango dell’idea che la casa impone collaborazione super partes, come è fino a oggi avvenuto a Roma. Ne sono concreta testimonianza atti fondamentali dell’amministrazione comunale sulla questione abitativa ai quali dall’opposizione sono pervenute critiche, ma anche apporti positivi. Ne è testimonianza il rapporto costruttivo con l’onorevole Martinat con il quale abbiamo evitato di alzare i toni, anche quando non condividevamo alcune delle scelte effettuate.
Certo, è comprensibile che un quotidiano come il Giornale svolga la sua funzione critica. È d’obbligo però dire la verità: neanche un euro per la casa è mai rimasto nei cassetti del Comune. Penso ai buoni casa. Abbiamo fatto una battaglia contro i tagli che ha visto anche l’opposizione affiancarci: l’abbiamo persa tutti, ma l’abbiamo potuta fare perché ci presentavamo con le carte a posto.
I 104 milioni di euro di cui si parla sono i fondi tagliati al buono casa, messi in una legge che, Roma e i comuni di ogni “colore”, hanno ritenuto sbagliata. Cosa c’è da aggiungere a un provvedimento antisfratti dove rimangono residui per 104 milioni su 104 milioni di euro stanziati? Il sindaco di Milano, che pure ha denunciato centinaia di sfratti, ha deciso di non utilizzare la legge e ha preferito tenere nel cassetto i fondi per gli sfrattati? No, anche per lui, quel provvedimento non andava.
Proprio con Martinat si è cercato di evitare che i fondi rimanessero nel cassetto del Governo finalizzandoli, questa volta proficuamente, per l’emergenza abitativa là dove più è necessario. È così nata la bozza di decreto che, in base ai dati della prefettura, garantirebbe i fondi anche a Milano e a Roma. Soldi che però potrebbero essere spesi, solo se a carico delle già martoriate casse degli enti locali, se ne aggiungesse un altro 75 per cento. Che per Roma significherebbero altri 111 milioni.
Se oltre al provvedimento antisfratti il Governo modificherà pure la norma della finanziaria, che toglie ai comuni quanto spendono per acquisire case popolari (come Veltroni sta chiedendo a Berlusconi), saremo i primi a riconoscerlo pubblicamente. Da quanto avvenuto nel Consiglio dei Ministri devo però constatare che le cose non vanno nel senso da noi auspicato».
Assessore alle Politiche Abitative del Comune di Roma