Nessun giovane al governoMa da Renzi niente critiche...

L'età media del nuovo esecutivo è 63 anni. I più giovani sono due 56enni. Eppure chi fino a ieri si lamentava dei "dinosauri" della politica ora sta zitto

L'età media dei nuovi ministri è 63 anni. Per qualcuno è un dettaglio poco significante, ma resta un dato su cui riflettere. E non tanto perché l'età media del precedente governo era di 52 anni. Scorrendo la lista dei membri del nuovo esecutivo scopriamo che i più giovani sono due 56enni (Renato Balduzzi alla Salute e Corrado Passera allo Sviluppo). Di certo la squadra di governo si valuta dalle competenze e dal curriculum che ciascun ministro può vantare. Su questo non ci sono dubbi. Come sul fatto che il giudizio arriverà sui fatti, più che sui nomi o le intenzioni (programmi). Comunque, visto che da tempo si parla della necessità di innovare la politica, favorendo il ricambio generazionale, il fatto che nel nuovo governo non ci sia non tanto un trentenne ma neanche un quarantenne è un dettaglio che colpisce. Jacopo Tondelli, direttore de Linkiesta, osserva questo: "È normale che Monti si sia circondato di persone che conosce bene, di cui si fida, che rappresentano per lui una sicurezza. E' normale che molte di queste persone siano figlie della sua generazione o giù di lì. Però, in questo governo “della discontinuità", ci sarebbero state bene almeno un paio di facce nuove, di quarantenni preparati, competenti, forti solo di quel che avevano fatto". Ma di giovani non se ne vedono. Questo è un dato di fatto. Tondelli precisa che la sua "lamentela" non ha nulla a che fare con il giovanilismo né con le rivendicazioni generazionali (del resto ci sarà sempre qualcuno più titolato a dire: largo ai giovani!). L'impressione, comunque la si pensi, è che si sia persa l'occasione di seminare bene guardando con lungimiranza ai prossimi anni/decenni, mischiando "all’esperienza e alla credibilità di tanti sessantenni, gli studi freschi e l’esperienza del nuovo mondo di un paio di quarantenni"

Ma cosa ne pensa Matteo Renzi, il leader dei rottamatori, di questo governo decisamente in là con l'età? A giudicare dalle sue prime dichiarazioni sembra abbastanza soddisfatto: "Viviamo ore delicate per la situazione economica e finanziaria; il governo nasce con un atto di responsabilità delle forze politiche dovuto alla situazione che stiamo vivendo sui mercati e a livello internazionale. L’augurio è che l’esecutivo guidato da Monti sia in grado di portare fuori l’Italia dalle sabbie mobili della crisi finanziaria". E fino a qui nessuna grossa sorpresa.

Poi dice chiaramente di apprezzare la qualità dei ministri: "Conosco personalmente alcuni ministri, li stimo e sono quindi convinto che la squadra di governo sarà all’altezza delle sfide che abbiamo davanti a noi... L’Italia volta pagina: lavoriamo tutti perché sia una bella storia". Accantonando gli slogan colpisce soprattutto una cosa: neanche una parola sulla mancanza di rinnovamento generazionale, uno dei cavalli di battaglia del Big-Bang. Non ci aspettavamo che Renzi partisse all'attacco scagliandosi contro l'ennesimo governo di "dinosauri". Ma che proprio lui, con l'esperienza della Leopolda ancora calda, non si sogni di muovere neanche una critica (minuscola)... fa riflettere. E non poco.