«Nessun problema su Bazoli socio Telecom»

nostro inviato a Dubai
«Il mio parere sul fatto che il dottor Bazoli possa diventare anche azionista di Telecom con il 3,72%? Non esiste alcun problema, visto che il gruppo Intesa Sanpaolo ha già una partecipazione in Pirelli». È tarda sera a Dubai. Lungo i bordi della piscina del Golf Club s’è appena conclusa la cena al termine della presentazione alla stampa del nuovo pneumatico Pirelli PZero. E il presidente della società della Bicocca, Marco Tronchetti Provera, raggiunto dal Giornale, risponde ad alcune domande approfondendo i temi toccati nel pomeriggio durante la conferenza stampa. Tronchetti, infatti, tiene l’occhio, da azionista di Olimpia (che controlla il 18% di Telecom) sulle evoluzioni delle vicende Telecom (la definizione di una partnership in Olimpia che dia modo all’azienda di crescere all’estero) e sui risvolti che l’integrazione tra Mittel e Hopa (nella galassia Gnutti c’è il 3,72% di Telecom) potrebbe avere sul gruppo di tlc.
Nell’incontro di ieri negli Emirati, Tronchetti Provera ha confermato l’esistenza di negoziati con alcuni potenziali partner, pronti a rilevare una quota di minoranza della holding Olimpia che con la famiglia Benetton ha in portafoglio il 18% di Telecom, con la garanzia che il futuro accordo non metta in gioco la leadership italiana e non influisca sulla governance del gruppo di tlc. Gli stessi concetti sono stati espressi nel documento inviato sempre ieri alla Consob.
La spagnola Telefonica è in pole position per entrare nell’azionariato di Olimpia («la quota d’ingresso di un eventuale partner? Sarà comunque minoritaria - precisa Tronchetti al Giornale - dato che per noi è essenziale mantenere la maggioranza in mani italiane»), anche se, come ci conferma lo stesso azionista, a dirsi interessati sono stati in molti (l’indiana Hinduja, la russa Sistema, il fondo di private equity Blackstone, ndr) tra cui società francesi (France Télécom, ndr) e messicane. A questo punto Tronchetti sembra propendere per un partner industriale come Telefonica? Il top manager non si sbilancia: «Mi auguro che Telecom continui a crescere anche all’estero - puntualizza - e condivida tutto questo con un partner con cui si possano affrontare investimenti e che abbia gli stessi interessi in aree geografiche diverse». E se il gruppo italiano primeggia in Brasile nel mobile ed è ben posizionato nella banda larga in Germania, gli spagnoli - nel caso in cui andasse in porto l’ipotesi Telefonica - vanno fortissimo in molte aree del Sud America, mentre in Germania possono contare anche su 12 milioni di clienti nella banda larga. Un fatto è certo e lo stesso Tronchetti lo ha sottolineato ieri sera a Dubai: «Le risorse che si libereranno dall’operazione allo studio daranno nuova linfa alle attività di Pirelli nel campo degli pneumatici, dell’immobiliare, dell’ambiente e della fotonica». Sembrano dunque due i benefici che deriveranno dalla cessione di una quota minoritaria di Olimpia: far crescere Telecom e sostenere lo sviluppo delle attività di Pirelli e di Edizione Holding. «Non abbiamo fretta - aggiunge Tronchetti -, l’importante è fare la scelta giusta». Il 16 febbraio il presidente di Telecom Italia, Guido Rossi, riunirà il consiglio di amministrazione. Si parlerà di sicurezza e verrà fatto il punto sul piano organizzativo del gruppo che dovrebbe seguire le linee tracciate lo scorso 11 settembre: l’articolazione di Telecom in aree di business e la creazione della nuova sezione grandi clienti.
Il presidente di Pirelli è intervenuto anche sul destino del 38,9% dell’azienda di pneumatici, Pirelli Tyre, nelle mani delle banche e che in futuro dovrebbe approdare a Piazza Affari: «Nessuna accelerazione del progetto di quotazione - spiega - a decidere sono le banche investitrici. È comunque utile ancora un po’ di tempo». Sul fronte Pirelli Tyre, Tronchetti Provera ha ribadito che per una società del settore non è più importante la dimensione, bensì gli aspetti della qualità produttiva e della tecnologia. «Un tempo - così Tronchetti - la dimensione di un gruppo sembrava essere l’unico modo per far crescere la redditività. Ora tutto è cambiato». Ai primi di marzo, infine, saranno esaminati i dati relativi al 2006: un anno che, secondo le aspettative, vedrà Pirelli Tyre continuare la crescita rispetto a un mercato in difficoltà, soprattutto per l’impennata dei prezzi delle materie prime.