«Nessun processo, ma dallo sci non voglio scuse»

nostro inviato a Torino

Nessun processo. Nessuna testa tagliata. Il Coni si mette al collo le undici medaglie e alza in alto i cuori. Gianni Petrucci ha la faccia dell’uomo che ha vinto al superenalotto «dulcis in fondo» è la battuta che si concede, senza che uno solo tra gli astanti muova la bocca per un sorriso, gli ingrati. L’ultimo oro di Giorgio Di Centa ha portato il presidente anche alle lacrime. Gli azzurri so’ piezz’e Coni, un milione e novecentonovantamila euro in premio di denaro agli atleti, con qualche riconoscimento supplementare a chi faceva parte delle staffette ma è rimasto fuori per esigenze di finale: «Non facciamo processi il giorno dopo le sconfitte. Invece faremo analisi in sede di giunta esecutiva, esaminando le relazioni dei vari tecnici. Posso dire, però, che nessun alibi avrà valore per mancanza di fondi. I fondi c’erano, i risultati, ove non sono arrivati, invece vanno letti con giustificazioni approfondite».
Ringraziamenti urbi et orbi, una carezza per il discusso e discutibile Coppi, presidente della Fisi, che è afflitto da influenza, bronchite e accessori vari, dunque è assente: «È un uomo onesto, ci ha messo tutto l’impegno possibile, giudicheremo con lui quello che è accaduto e non è accaduto. Voglio parlare di Rocca. Non è detto che chi non vinca non sia un campione, lui è stato esemplare nel dopo gara. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ora preferisco non parlarne ancora a caldo. Così come per la Kostner: per il fatto di essere stata la nostra portabandiera si riteneva che fosse da medaglia d’oro. Per quanto riguarda il Tas e le polemiche dello snowboard, abbiamo consultato i nostri legali e preparato una relazione per il Cio: lo sport ha le sue regole, la sua autonomia, i tribunali non possono decidere le selezioni ma manteniamo il rispetto della sentenza che non entrava nel merito ma nei criteri».
Raffaele Pagnozzi, capo della missione azzurra, fa due conti: «Italia nona, confermate le aspettative della doppia cifra, la Weissensteiner ci ha portato la prima medaglia nel bob femminile, come le ragazze dello short track, prima medaglia nel pattinaggio lungo di velocità, e Arianna Fontana è stata la più giovane medagliata della storia olimpica invernale. Abbiamo fatto un passo in avanti, potremo farne altri». Casa Italia tira le tende.