"Nessun programma sulle città metropolitane": chi vincerà alle elezioni non riuscirà a governare

<em>ilGiornale.it</em> ha chiesto il parere di Antonio Calafati, esperto di Economia urbana, sulla campagna elettorale. E il suo giudizio non è stato positivo, per nessuno. Perché? Non hanno affrontato la trasformazione dei grandi centri urbani in città metropolitane <strong>ASCOLTA<a href="/fotogallery/elezioni_intervista_prof_calafati/id=3087-foto=1-slideshow=0" target="_blank"> L'AUDIO INTERVISTA</a></strong>

Antonio G. Calafati insegna all’Università politecnica delle Marche ed è uno dei massimi esperti italiani di Economia urbana. A lui il Giornale ha chiesto un parere su questa campagna elettorale e la sua valutazione è molto negativa, non tanto per le idee espresse dalla destra e dalla sinistra, quanto per il fatto che entrambi gli schieramenti hanno evitato di affrontare il tema che determinerà la qualità e l’efficienza della vita dei cittadini, ovvero la trasformazione dei grandi centri urbani in città metropolitane. Qualche tempo fa il professor Calafati aveva proposto, proprio sul Giornale , l’abolizione dei comuni dell’hinterland per permettere ai sindaci di realtà del calibro di Milano, Torino, Roma di gestire con la dovuta rapidità ed efficienza tutto il territorio circostante.

Dati alla mano, Calafati dimostra che le città europee che hanno già adottato un modello amministrativo centralista sono gestite meglio, sono più ricche, meno trafficate e meno inquinate. I candidati che in questa campagna elettorale hanno proposto di migliorare la qualità della vita delle grandi città avrebbero dovuto affrontare questo tema e sensibilizzare l’opinione pubblica. Invece nessuno ha affrontato l’argomento, sia a destra che a sinistra. Con una conseguenza paradossale: chi vincerà potrà realizzare solo una piccola parte dei propri programmi e finirà prigioniero della burocrazia e dei veti della Provincia o de tanti piccolissimi comuni a cui la legge conferisce, di fatto, un potere di veto. ASCOLTA L’AUDIO INTERVISTA