«Nessun tradimento, ma possiamo vincere solo con Berlusconi»

RomaÈ senatrice dell’Udc (dopo un paio di legislature con l’Ulivo-Pd), è candidata a sindaco di Crotone in alleanza con il Pdl, Berlusconi in persona martedì è andato a sostenerla. E Dorina Bianchi è finita in un polverone di polemiche: da ieri il suo partito la accusa - tra le righe - di tradimento per non aver difeso Casini dagli attacchi del premier; il segretario Udc Cesa ieri ha disertato la manifestazione che doveva tenere a Crotone e ora la sua campagna elettorale è tutta in salita.
Senatrice Bianchi, ha fatto pace con il suo segretario?
«Ci siamo sentiti oggi. Ha ritenuto opportuno non venire a Crotone, ma l’impegno su questa candidatura resta e io vado avanti con la campagna elettorale e mi concentro solo sul risultato. Basta polemiche: questa è una partita molto difficile, abbiamo davanti un centrosinistra che qui stranamente è coeso, e il loro candidato come sindaco uscente parte in indubbio vantaggio».
Certo le polemiche con il suo partito a pochi giorni dal voto non aiutano. Cesa e Casini insinuano che lei, dopo il tragitto dal Ccd al Pd all’Udc stia per migrare verso il Pdl. È vero?
«Senta, se avessi voluto andare nel Pdl non avrei fatto questo percorso, candidandomi a sindaco per l’Udc e in alleanza col centrodestra, no? Ho letto che Casini dice che devo andare “dove mi porta il cuore”. Allude a qualcosa tra me e Berlusconi? Mi fa sorridere: davvero non lo capisco».
Perché allora non ha difeso Casini, quando Berlusconi lo ha accusato di aver impedito le riforme ai tempi in cui erano alleati?
«La verità è che nemmeno avevo colto quella frase del presidente del Consiglio. Ero distratta da altri pensieri: proprio quella sera c’era stata un furto nella mia azienda agricola, degli uomini incappucciati e armati erano entrati e avevano legato due persone che si trovavano lì: è comprensibile che fossi turbata. E poi quella di Berlusconi è stata solo una battuta di trenta secondi, nel corso di una manifestazione molto festosa e partecipata: mi è sfuggita. E neppure il segretario regionale dell’Udc, che era presente, ha replicato né ha sollecitato una mia replica. Berlusconi è fatto così, lo sanno tutti. Mi pare una polemica gonfiata dai giornalisti, che hanno calcato la mano esasperando una questione marginale. Oltretutto anche Casini aveva fatto la stessa cosa».
In che senso, senatrice Bianchi?
«Quando è venuto a Crotone a presentare la mia candidatura, Casini ha fatto una serie di critiche severe al governo Berlusconi. Come è normale, visto che l’Udc è all’opposizione. Io stessa al Senato voto contro il governo. Anche se qui in Calabria c’è un’alleanza che ci vede insieme, sia alla Regione che alla Provincia, e con ottimi risultati. La realtà nazionale e quella locale sono cose diverse. Per questo, con puro spirito di servizio, sono venuta qui a dare il mio contributo candidandomi a sindaco di Crotone in questa stessa alleanza».
Però il Pd coglie la palla al balzo e oggi accusa l’Udc di ambiguità, chiedendogli di fare scelte chiare e di non dividersi tra opposizione a Berlusconi a Roma e governo con Berlusconi nelle realtà locali.
«Noi dell’Udc facciamo un’opposizione positiva: critica ma costruttiva. E nelle regioni perseguiamo politiche amministrative che danno buoni risultati: non capisco queste critiche. E poi il Pd è l’ultimo a poter attaccare noi, visto che ha scelto l’alleanza con la sinistra radicale di Nichi Vendola».