Nessuna fiducia in chi si è votato contro

Chiarissimo direttore, le considerazioni in riferimento ai referendum che ho elaborato con la mia modestia mentale giungeranno alla sua attenzione successivamente ai risultati del referendum stesso. Penso però di non essere solo nel meravigliarmi, sconfinando nel disgusto e nella disistima, nel contastatare che molti eletti dal popolo che nelle sedi opportune hanno «lavorato» affinché la legge 40 divenisse legge dello Stato; si sono espressi per il Si all’abrogazione di ciò che avevano approvato non molto tempo fa. I dubbi affiorano alla mente. Questi signori si sono resi conto di aver sbagliato ad approvare la legge? Non erano edotti su che cosa approvavano? Che fiducia può avere il cittadino elettore per il futuro relativamente ad altre questioni? Le idee possono avere mutazioni, o subire modifiche, ma penso sia «normale» che quando si approva un provvedimento ci sia da parte di chi lo fa la consapevolezza dell’atto svolto.Libertà, democrazia, rispetto per le idee, coerenza: quid est veritas? In democrazia esiste il rispetto per la libera scelta ed il libero pensiero. Quando si riceve un’investitura elettiva è giusto essere coerenti e rispettare gli elettori. Qualora ciò non avvenga, alle prossime elezioni... a casa!
Nell’ambito di un incontro di cui si dà relazione su il Giornale del 10 c.m. ho avuto la gradita occasione di ascoltare le relazioni dei chiarissimi avvocato Panfili, cristallina nelle sue argomentazioni giuridiche; professoressa Vianello e dottor Cingolani, che hanno chiarito meglio di certi luminari le problematiche strettamente scientifiche attinenti la legge 40. Il coordinamento del poliedrico dottor Lussana mi ha ancor più convinto a non andare ai seggi e a non ritenermi un Pilato di quelli a cui alludono certi soloni con l’esposizione del cartello «Ponzio Pilato si è astenuto». Io, come molti italiani spero, penso ancora con la mia materia grigia: tenuto conto peraltro che esiste l’art. 75, se ben ricordo, della Costituzione.
(Bogliasco)

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