«Nessuna guerra interna, invenzioni ferragostane»

Ignazio La Russa spegnerà il telefonino fino al 28 agosto. E, secondo lui, lo stesso dovrebbero fare gli «amici di Forza Italia».
Perché sul futuro del Pdl, dice ad Affaritaliani.it il reggente di Alleanza nazionale, fino ad oggi tutto quello che è stato detto e scritto è solo frutto della politica «ferragostana» e di un chiacchiericcio che «trasforma una risacca in uno tsunami». Motivo per cui con il silenzio si può stroncare «il tentativo, non so quanto naturale, di ingigantire o creare discussioni» all’interno del partito. Per questo, La Russa, sente «il bisogno di interrompere una serie di dichiarazioni a volte mai avvenute o estrapolate con riferimento al percorso del Pdl». In poche parole, tutta colpa dei giornali che raccontano di nuvole nere quando invece all’orizzonte brilla il sole: «Mai come ora c’è piena sintonia - ribadisce -, non ci sono momenti di contrasto». Quindi bocche cucite «perché il solo rispondere alle domande amplifica il desiderio di conflitto che c’è in chi deve cercare un retroscena che non esiste. E Verdini la pensa esattamente come me». «Sta a noi non cascarci», semplifica il presidente dei Senatori, Gasparri, che dalle pagine de La Stampa mette in guardia dai trappoloni orditi dai quotidiani. E ricorda che per non attizzare un fuoco finto, al polemico ministro Rotondi non ha risposto per le rime (in agenzia), riservandogli invece «un sms amichevole e spiritoso». Ma su una cosa non è d’accordo con La Russa. Magari off the records, però tra alleati bisogna parlarsi di più. E al coordinatore di Fi dice: «Rispondi di più al telefonino. Vabbe’ che le tariffe sono aumentate ma, come diceva una pubblicità, una telefonata allunga la vita».
E proprio sui rapporti con l’esponente azzurro, La Russa vuole mettere un punto. Un’invenzione l’atto notarile «che decideva il futuro del Pdl», così come la «gara tra La Russa e Verdini» sulle quote del nuovo partito (70 Fi, 30 An), «fissate con una lettera proposta da Verdini e da me accettata pienamente». Di questo e altro si riparlerà il 9 settembre e poi a cavallo con ottobre alla festa de Il Secolo d’Italia «per confermare e approfondire i valori comuni». Il Leader de La Destra Storace, però, l’invito al silenzio non lo prende bene: «Che La Russa intimi “taci il nemico ti ascolta” in fondo fa bene al cuore. Ma fa male alla testa di chi pensa che le vicende interne del Pdl non siano un affare privato». E conclude: «Il primo partito della Nazione ha il dovere della trasparenza».\