Nessuna ingiustizia ma si poteva fare di meglio

Per le due società anche una multa di 155mila euro I milanesi faranno ricorso in appello

La stangata dell’Uefa sull’Inter è arrivata, puntuale e prevista; una sentenza esemplare, proprio come aveva chiesto il nuovo presidente dell’Uefa, Michel Platini. L’indegno show al Mestalla al termine della partita col Valencia è costato ai nerazzurri un totale di 17 giornate di squalifica in Champions e alla società la pesante ammenda di 155.772 euro. A pagare le conseguenze maggiori è stato Burdisso che, dopo la frattura al setto nasale riportata ad opera del panchinaro Navarro, s’è ritrovato con sei turni di stop: oltre al danno anche la beffa. Stessa sanzione punitiva anche per Maicon che aveva tentato un colpo da kung fu nei confronti dello spagnolo fuggitivo, mentre Cordoba (calcio) e Cruz (tentativo di sgambetto) se la sono cavata, si fa per dire, rispettivamente con tre e due giornate di squalifica.
Pugno duro anche nei confronti del Valencia: squalifica di sette mesi per il difensore David Navarro, quattro giornate a Carlos Marchena e stessa ammenda per il club spagnolo. Per il “panchinaro” Navarro, l’Uefa ha chiesto alla Fifa l’estensione della squalifica a tutti i livelli: il che significa che potrebbe essere escluso da ogni competizione, anche in Spagna. E la stampa spagnola reagisce, ritenendo «indegno» lo stop per Marchena.
La Commissione Disciplinare Uefa, che ha deciso in base ai rapporti di arbitro e delegato, visionando pure filmati e foto del fattaccio, non ha effettuato alcuna udienza prima di prendere la decisione. «Il miglior servizio che possiamo dare al calcio oggi è la tolleranza zero», il commento di William Gaillard, portavoce dell’Uefa. «Vogliamo a tutti i costi preservare l’indipendenza della nostra Disciplinare. Spetta a loro prendere le decisioni. Poi, se la stessa Uefa o i club o i giocatori non sono d’accordo, c’è sempre l’appello entro tre giorni, con la possibilità di essere personalmente sentiti. Non penso che ci sia una immagine del calcio italiano e una immagine del calcio del resto d’Europa. C’è un calcio europeo con i suoi pregi e i suoi problemi, le difficoltà si chiamano violenza sul campo e fuori».
Tante belle parole, ma fatelo capire all’Inter che, nella prossima Champions, si troverà con una difesa da inventare per tutte le partite del girone eliminatorio. Inter che si è subito fatta sentire col presidente Massimo Moratti, allibito per le squalifiche inflitte a quattro giocatori nerazzurri. «Più che una sentenza quella della Commissione Disciplinare Uefa è uno schiaffo, speriamo di superarlo», il suo commento. «Sentenze sproporzionate? Mi sembra proprio di sì. Però, prima di fare un attacco, voglio capire quali sono le motivazioni, mi sembra che sia la cosa più giusta. Che poi non si tratterebbe di nessun tipo di attacco, ma solo cercare di capire se possiamo fare o meno ricorso». «Comunque - ha continuato Moratti - martedì sera a Manchester c’è stato un incontro tra Materazzi, Ibrahimovic (che il prossimo 28 marzo tornerà in nazionale contro l’Irlanda del Nord, ndr) e i giocatori del Valencia: è stata una forma di amicizia e simpatia che fa capire come nel calcio possano succedere queste cose e poi passino velocemente». Sulla possibilità che l’Inter torni sul mercato per rimpiazzare gli squalificati (in particolare i difensori Burdisso e Maicon), Moratti è stato categorico: «Penso proprio di no, si tratta solo di 4 o 6 partite di Champions. Le scelte di mercato le faremo al di fuori di questo tipo di situazioni».
Fino a un certo punto però perchè l’ipotizzato scambio Adriano-Samuel con gli juventini Trezeguet-Camoranesi, potrebbe ora saltare per la necessità interista di avere Samuel per tutto il girone eliminatorio di Champions. L’Inter ora attende le motivazioni, ma lo studio Muciarelli-Raffaelli è già stato allertato: a costo di lavorare anche domenica per rispondere all’Uefa nell’appello che non si terrà comunque prima di due settimane.
Il metodo di valutazione Uefa è nettamente cambiato rispetto alla rissa nel 2002 tra Roma e Galatasaray che era costata un paio di giornate di squalifica ai protagonisti. Quanto alla multa, è la terza più alta nella storia dell’Uefa: 300.000 euro alla Roma nel 2002 (col Galatasaray) e 200.000 euro all’Inter nel derby interrotto dal lancio di petardi contro Dida. Una curiosità per sorridere: nell’attuale stagione l’Inter ha fatto il pieno di derby, 10 vinti e 6 pareggiati. Ed entro domenica Mancini potrebbe rinnovare il contratto.