"Nessuna paura io mi preparavo da cinque anni"

Per Federico Moccia la fatidica notte prima degli esami è stata una sera come tante altre. "Io ero preparatissimo, sapevo il fatto mio", confida lo scrittore romano

Federico Moccia, liceo classico a Roma.

Ricordi belli?
«La scuola? Per me un vero spasso. Io adoravo la scuola, mi piaceva studiare, non facevo nessuna fatica».

Un secchione quindi?
Ma no anzi. Al pomeriggio uscivo. Giocavo a pallone con gli amici, uscivo con le ragazze. Il mio segreto era stare attento a scuola».

Mai preso brutti voti?
«E come no, la prima pagellina a fine semestre al primo anno di liceo. Fu uno choc tremendo per i miei vedere una sfilza di insufficiente».

E con i professori?
«Con loro un rapporto non idilliaco. Io ero un tipo molto ironico, un tipo un po’ sopra le righe e non sempre mi capivano».

Rapporti difficili quindi?
«Ho avuto un rapporto bellissimo con il mio insegnante di latino, greco e storia. Mi ha aiutato a crescere».

E la notte prima degli esami?
«Ma io ero tranquillo, ero preparatissimo. Sapevo il fatto mio insomma».