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Scrutini bloccati per due giorni nella maggior parte delle scuole milanesi. È l’effetto dello sciopero proclamato dai docenti della Cub scuola, dai Cobas e da varie sigli sindacali contro quello che definiscono «il massacro della scuola pubblica», ovvero la riforma delle superiori e i tagli della legge 133. In 24 istituti di Milano (più altri dieci in provincia) gli scrutini cominceranno di fatto domani, con due giorni di ritardo, e al momento sono 300 quelli bloccati.
La situazione è a macchia di leopardo: mentre al liceo classico Parini e al Berchet gli insegnanti sono al lavoro per passare al vaglio l’elenco delle classi e i voti di ogni singolo studente, i lavori in aula professori sono fermi al Bertarelli, al Ferraris-Pacinotti, al Cremona, al Virgilio, al Varalli, al Giorgi, al Marconi, all’Oriani-Mazzini, al Curie, allo Steiner, al Da Vinci, all’Einstein, al Verri, al Galvani, all’Arcadia Pertini, al Moreschi, al Maxwell, al Capponi. E lo stesso andazzo si registra in parecchie scuole fuori Milano: al Majorana e all’Olivetti di Rho, al Curie di Cernusco, al Bellisario di Inzago, al Marconi di Gorgonzola, al Curie di Tradate e al Piero della Francesca di Melegnano.
«La nostra - spiegano gli insegnanti, scesi in piazza con leandiere sindacali - è una protesta contro i tagli indiscriminati di otto miliardi di euro che hanno già compromesso il funzionamento della scuola, il diritto allo studio e il diritto a un lavoro dignitoso. Per colpa di una manovra finanziaria iniqua, è in arrivo un altro salasso con tanto di blocco degli scatti di anzianità e degli aumenti contrattuali».
Se lo sciopero rischia di ritardare la pubblicazione dei quadri di fine anno, già si sa chi sarà ammesso alla maturità e chi no. E i dati milanesi sembrano abbastanza in linea con l’andamento nazionale, che rileva il 6% di bocciature prima dell’esame. Sono infatti in aumento i ragazzi non ammessi alla prova di maturità: il record è dell’istituto Caterina da Siena dove, su 124 maturandi, ben 16 sono già stati stoppati e dovranno ripetere l’anno. Fra le scuole più severe c’è il liceo scientifico Vittorini: nel 2009 tutti i 159 ragazzi di quinta avevano fatto la maturità. Quest’anno invece non sono stati ammessi 9 studenti su 153. All’istituto tecnico Moreschi i bocciati sono una decina, contro i sei dell’anno precedente. Al classico Berchet non ce l’hanno fatta 6 studenti, mentre lo scorso anno non era stato ammesso alla maturità solo un ragazzo. Insomma, se da un lato è vero che tante sufficienze scarse sono state trasformate in un sei pieno per dare una chance agli studenti «zoppicanti», è anche vero che i prof non sono stati poi così clementi ed hanno applicato alla lettera l’appello a una maggior severità.
Tra Milano e provincia, a prepararsi per la prima prova scritta, fissata per il 22 giugno, ci sono 18.300 studenti. Ora tocca invece ai ragazzini di terza media, alle prese con gli esami per ottenere la licenza.