«Nessuna sanatoria per le case occupate»

Non ci sarà nessuna sanatoria per le famiglie che occupano abusivamente le case popolari. La Regione Lombardia corregge il tiro sulla linea del Comune e sulle false voci di questi giorni. L’equivoco nasce da una lettera del sindacato degli inquilini Sicet che ha dato il via a una raccolta di domande per regolarizzare il contratto. Di fatto la sigla sindacale ha illuso 3mila famiglie abusive sostenendo che «è possibile presentare una domanda di regolarizzazione per tutti quelli che occupano un alloggio per necessità». Niente di più sbagliato. «Non vogliamo che la gente nutra false speranze - tiene a precisare l’assessore lombardo alla Casa Domenico Zambetti -, ci hanno scritto in tanti ma il regolamento non ammette l’occupazione abusiva per necessità. Non vogliamo essere un teatro delle illusioni». Il presidente di Aler Loris Zaffra fa anche notare che la sanatoria sarebbe un enorme torto verso le 400 persone in lista di attesa che, con solo 5mila euro di reddito all’anno, avrebbero altrettanto bisogno di una casa «ma che aspettano e rispettano le regole». A scanso di equivoci, Zambetti mette i puntini sulle «i» anche sulla nuova commissione comunale incaricata di valutare ogni posizione, caso per caso, per regolarizzare le famiglie in stato di necessità: «Il Comune potrà sì assegnare alloggi ma potrà farlo solo al di fuori dell’edilizia residenziale pubblica e solo dopo aver presentato richiesta alla Regione». Altra storia è invece quella delle 500 famiglie a cui è stato regolarizzato il contratto di affitto e delle 350 a cui verrà sistemato: in questi casi si trattava solo di irregolarità amministrative e passaggi burocratici saltati. Nulla a che vedere con gli abusivi veri. A poco a poco sembrano venire al pettine tutti i nodi sulla questione case e la tensione tra Aler e il capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Carmela Rozza (ex segretario Sunia), non si placa. È vero che il contratto fra Comune e Aler è appena stato prorogato di un anno ma è la stessa Rozza a precisare che non c’erano alternative: «Faremo una gara internazionale ma non siamo ancora pronti, abbiamo preso tempo». Con una lettera inviata ai consiglieri comunali, Loris Zaffra si «scagiona» dalle accuse di poca trasparenza e di aumento dei costi: «Nel confronto tra la vecchia gestione in global service e la nuova gestione di Aler, le casse del Comune passano da un pesante saldo negativo di 6 milioni nel 2009 a un saldo positivo di 9,7 milioni nel 2010». La replica della Rozza? «Se Aler si sente diffamata, denunci per diffamazione, senza mandare lettere ai consiglieri comunali».