«Nessuna valenza faziosa, solo una difesa della città»

Carissimo Direttore,
sono rimasto particolarmente dispiaciuto per le forti critiche di un «anonimo» lettore apparse su «il Giornale» in merito alla mia interpellanza sulla vicenda del Genoa.
Mi ha stupito leggere su «il Giornale» una lettera non firmata perché ben sappiamo noi fedeli lettori che è anche grazie agli interventi dei tanti lettori che si sono costruiti dibattiti appassionati. La prima regola, però, è assumersi la responsabilità del proprio pensiero. Quante volte le lettere mi hanno aiutato a riflettere e a vedere problemi della nostra città e della nostra Regione. Quante volte proprio Lei, caro Direttore, ha ricordato a noi che siamo impegnati in politica, di ascoltare le opinioni dei Suoi lettori? Mi è anche particolarmente dispiaciuto che l' «anonimo» lettore, abbia dichiarato «Sono pentito di averLe assegnato un voto». Spero che il consenso ottenuto mi sia stato dato per l'apprezzamento per un impegno costante e onesto. Questa interpellanza non aveva una valenza faziosa da tifoso genoano, ma voleva essere una difesa dell'immagine di una squadra cittadina e quindi della città, Un caloroso ringraziamento va alla signora Patrizia Ciribè per la Sua lettera. Infine un grazie di cuore a Lei, Direttore, per la possibilità che ci offre quotidianamente di confrontarci e di crescere grazie a questo dialogo continuo con i lettori. Speriamo che domani, scorrendo le pagine de «il Giornale», leggeremo che l'«anonimo» autore della lettera avrà deciso di aprire un dibattito sul Genoa, mettendoci prima di tutto il suo nome e cognome.
Consigliere di Forza Italia