Nessuno dice che la Cina commissaria Obama

L'opposizione usa l'espressione per sentirsi più chic e andare contro il governo. Ma perché non dicono che la Cina commissaria gli Usa?

Strana storia questa dei commissariamenti. L’opposizione usa questa espressione sperando di sentirsi più chic. «La Bce commissaria il governo», dicono. Ma una domanda andrebbe fatta ai signori del Pd e ai loro sodali: perché non dicono che la Cina ha commissariato gli Stati Uniti?

Loro, sempre pronti a fare paragoni con l’estero, sempre felici di prendere lezioni dal resto del mondo, sempre convinti di essere amici di Barack Obama, non si sono resi conto che Pechino ha Washington che cosa deve fare. Non sono indiscrezioni, né forzature, come quelle che riguardano l’Italia: c’è un comunicato ufficiale del governo cinese che dice alla prima potenza economica mondiale di comportarsi bene, di evitare di fare sceneggiate come quella della trattativa sul debito che stava per portare al default gli Usa. Dall’alto della sua confidenza con le regole democratiche, Pechino fa la voce grossa con Washington invitandola a cincischiare meno al Congresso.

D’altronde lì non c’è bisogno di trattare: c’è un partito unico e comanda senza problemi. Il nostro centrosinistra non s’indigna che l’amministrazione alla quale si ispira (quella obamiana) viene tenuta sotto scacco così platealmente. I leader della nostra opposizione, accecati dal provincialismo di cui sono schiavi e dall’antiberlusconismo di cui sono malati non vedono che l’unico vero commissariamento riguarda gli Stati Uniti d’America: l’Italia fa parte dell’Unione Europea e alla fine volente o nolente deve stare a certe regole.

Gli Usa sono autonomi, enormi, unici, e per giunta rivali della Cina. Eppure sono tenuti al guinzaglio. Bersani, Franceschini & C. fanno finta di essere internazionali, ma hanno una visione del mondo che si ferma al proprio ombelico.