Nessuno diserta, affluenza al 54% Lambrate-Venezia la zona record

I milanesi non vanno al mare: alle urne ieri oltre metà degli elettori E
nei quartieri rossi partecipazione in calo. Oggi il bis fino alle 15. <a href="/milano/il_giorno_del_voto/aeroporti_milano-milan-lomartire-elezioni/16-05-2011/articolo-id=523483-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Milano torna capitale politica e la gente corre di nuovo ai seggi
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La chiamata alle urne ha funzionato. Milano ha deciso di andare al voto, di partecipare alle elezioni del sindaco con più impegno del passato: l’aumento dei cittadini nei seggi segna l’1,3 per cento in più rispetto al 2006. I leader dei partiti, da Silvio Berlusconi a Umberto Bossi fino a Pierluigi Bersani, hanno insistito sull’importanza nazionale dell’appuntamento. E la temuta astensione non si è verificata.
L’affluenza alle 22 è del 53,6%, in ascesa rispetto al 52,3% del 2006, favorita anche dal cattivo tempo nella mattinata di ieri che ha dissuaso dal week end al mare o dalla giornata fuori porta. Una proiezione dei dati sull’affluenza definitiva, secondo gli esperti, fa pensare a un risultato finale intorno al 72 per cento. Nel 2006, l’affluenza definitiva è stata del 67,5 per cento.
Le zone che hanno fatto registrare un maggior aumento dell’affluenza sono tradizionalmente di centrodestra, prima fra tutte il Centro storico, dove (secondo i dati di Palazzo Marino) è andato al voto il 50 per cento degli elettori (circa il 2% in più rispetto al 2006). Record di affluenza in zona Città Studi Lambrate (55%), in crescita i votanti anche in zona due (Centrale Gorla Turro Crescenzago) e zona quattro (Vittoria Forlanini). Affluenza meno importante nei quartieri popolari di Lorenteggio e al Gratosoglio.
L’aumento dell’affluenza è stato un dato già percepibile di prima mattina, confermato dalle rilevazioni delle 12, che segnavano un 12,65 per cento di elettori già ai seggi contro il 12,18 del maggio 2006. Alle 19 nuova conferma del desiderio dei milanesi di partecipare al voto: il dato è del 40,51 per cento contro il 36,72 di cinque anni fa. Un balzo in avanti di quattro punti, dovuto anche al cattivo tempo nella prima parte della giornata. Il dato si è poi ridimensionato a un complessivo 1,3 per cento in più a fine serata.
Nonostante il silenzio elettorale, politici di tutti gli schieramenti si sono esibiti in commenti sull’affluenza. Le previsioni sono ottimistiche sia nel centrodestra che nel centrosinistra, forse nella speranza che il pensiero positivo sia contagioso e mobiliti i simpatizzanti tiepidi o indecisi. «Un’alta percentuale di votanti alle urne è per noi un segno estremamente positivo: la democrazia più è partecipata più è sana e il nuovo sindaco sarà ancora più forte» commenta il portavoce di Giuliano Pisapia. Dichiarazioni simili da parte del Pd. La replica arriva da Riccardo De Corato: «Il triplice e precipitoso commento, quasi in simultanea di esponenti del Pd (Martina-Majorino-Cornelli), è l’evidente tentativo di esorcizzare la paura. È evidente che l’elettorato di centrodestra, notoriamente più restio a recarsi alle urne alla domenica, non è andato al mare, e sta rispondendo egregiamente. Ci sono pertanto tutte le prerogative per un successo al primo turno».