«Nessuno sa quando scadrà il contratto»

Via Bagutta. Numero 24. Pieno centro, a pochi passi da Piazza San Babila. Fra boutique e ristoranti, si apre un piccolo cortile. Qui, dove un monolocale può costare svariate centinaia di migliaia di euro, c'è una delle tante proprietà demaniali affittate a prezzi stracciati. Un piccolo angolo di paradiso a poco di più di mille euro. All'anno, ovviamente. Sul campanello ci sono solo tre nomi, le altre sono vuote. «Al momento siamo solo in tre in questo edificio - dice Giovanni, ventenne che abita con la famiglia -, due appartamenti sono sfitti. Noi siamo in cinque in una casa di un'ottantina di metri quadrati. Alcuni se ne sono andati e le loro case le sta prendendo il museo comunale per ampliare la struttura che ha aperto qui sotto». L'ultimo ad essere andato è stato un pellicciaio. Quando ha cessato l'attività i suoi spazi sono passati dal demanio al museo comunale. La paura dei condomini è che i contratti non vengano rinnovati e che gli appartamenti, prima affittati a prezzi più che competitivi, vengano tutti destinati allo spazio espositivo. «Noi abitiamo qui da più di vent'anni - dice Giovanni - per ora non abbiamo subito alcuna pressione, non so nemmeno quando ci scadrà il contratto». Ma nel frattempo il museo si sta espandendo e trovare una casa di ottanta metri quadrati, allo stesso prezzo, è un’impresa impossibile.