Nessuno sconto ai consulenti d’oro

Due avvenimenti politici in corso a Milano: 1) in Fiera l’assemblea costituente del Partito democratico di Veltroni; 2) al circolo della stampa una tre giorni di dibattito su «valori liberali, quelli veri e quelli falsi». Grandi titoli sui giornali e clamore per il primo avvenimento, neppure un rigo per il secondo, che pure ha riunito le eccellenze che restano della cultura liberale. Così va il mondo ormai. Ho sentito il dovere di testimoniare la mia solidarietà a quest’ultimo avvenimento. Si fa quel si può. Avanti tutta, comunque.
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Non tutto mi piace di quel che la signora Letizia decide per Milano, ma lasciatemi dire che c’è stile in quel che sta facendo per promuovere la candidatura per l’Expo 2015. Però, signora, la città non può attendere ancor 8 anni per vedere qualcosa di nuovo e di davvero coraggioso.
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Ricevo: «Ma perché tace sulle consulenze d’oro in atto al Comune di Milano? A.G.». Lettore carissimo, sfogli la mia rubrica e vedrà che me ne sono occupato con un’esplicita domanda al Sindaco. Ora attendo che la Corte dei conti si pronunci. Non intendo fare sconti a nessuno.
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Lasciatemelo dire da laico: solidarietà e stima a preti come Don Colmegna e Don Rigoldi per il loro impegno a favore di rom e altri ospiti extracomunitari o no che siano. Con altrettanta schiettezza, però, va detto che non si possono chiudere gli occhi dinanzi ai problemi che alcuni di essi creano alla maggioranza della popolazione.