Nessuno sconto a Flachi

Paola Balsomini

Francesco Flachi dovrà scontare i due mesi di squalifica già inflitti dalla Disciplinare. Lo ha deciso ieri in tarda serata la Corte d'Appello Federale dopo un lungo dibattimento, iniziato alle ore 16. L'ammenda alla società, sempre secondo le indiscrezioni dell’agenzia di stampa Italpress, è stata invece dimezzata. Ma questa è solo la beffa dopo il danno, visto che il numero dieci della Sampdoria dovrà stare fuori per un altro mese e mezzo, per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva. La vicenda risale a più di un anno fa quando furono intercettate alcune telefonate tra l'attaccante della Sampdoria e altri giocatori, in cui si parlava di possibili risultati delle gare di campionato. Nel mirino era finita soprattutto la sfida della capitale tra Roma e Lazio, terminata con un soporifero 0-0 e tra i fischi del pubblico dell'Olimpico. Ad ottobre dello scorso anno il procedimento era stato sospeso e Flachi aveva regolarmente disputato l'intero anno calcistico. La tegola è arrivata ieri in tarda serata anche perché la Sampdoria confidava in uno sconto, visto che non c'erano ancora precedenti analoghi quando uscì la norma. La Caf comunque non ha accolto l'appello dell'avvocato Giulia Bongiorno e Flachi a questo punto rientrerà con la Roma il 28 novembre.
Intanto ieri si e' discusso, in Prefettura, del match tra Sampdoria e Milan, previsto per sabato alle ore 18. Il Prefetto Giuseppe Romano, dopo un lungo vertice, ha ritenuto di non procedere d'ufficio per lo spostamento della partita, dopo la richiesta del Comune che teme la concomitanza con il Salone Nautico. «Per noi - ha detto il Prefetto - non sussistono motivi per chiedere lo spostamento della partita, se le due società si mettono d'accordo noi non poniamo nessun veto e quindi dipende da Sampdoria e Milan decidere se giocare o no alle 18. Come Prefettura, in ogni modo, tenteremo di sopperire a tutte le esigenze della città, compreso la disponibilità di vigili urbani». La palla a questo punto passa soprattutto al Milan che è sempre stato più favorevole, avendo la settimana successiva una partita di Champion's, a giocare nel tardo pomeriggio, e così stabilisce anche la norma. A questo punto la Sampdoria tenterà un ultimo assalto con il club rossonero, ma le possibilità di vedere la sfida alle 20.30 sono praticamente nulle.
Capitolo Lega. Dopo l'inattesa presa di posizione del numero uno del Genoa Enrico Preziosi, che domenica si è schierato contro il nuovo presidente Antonio Matarrese ma soprattutto al fianco di Riccardo Garrone, ieri è intervenuto, a fare un po' di chiarezza proprio il nuovo numero uno di via Lomellini: «Credo che la spaccatura nell'ultima riunione ­ ha detto Matarrese ­ sia frutto di un clima di diffidenza che c'è in Lega dopo un periodo di fibrillazione». Poi Matarrese ha steso la mano verso Garrone: «Prima esisteva un duopolio - continua il numero uno della Lega - e oggi loro vorrebbero subito un chiaro cambiamento, ma ci vuole tempo e anche basi solide. Garrone è il più preoccupato perché chiedeva un maggiore equilibrio ed è quello che stiamo facendo. Mi dispiace che non abbia avuto la pazienza di aspettare, se l'avesse avuta avrebbe potuto vedere che qualcosa sta cambiando. Il presidente della Sampdoria teme che io mi faccia catturare dai poteri forti. Qualche anno fa sono stato io a suggerirgli di occuparsi più dalla Lega perché poteva puntare alla presidenza. Se oggi ci sono io è perché ci vuole esperienza. Ora Garrone è l'unico che si sta agitando, si è dimesso ma sono sicuro che recupereremo. Quando tornerà io sarò pronto a riaccoglierlo a braccia aperte, lui ha fretta ma nel calcio la fretta non aiuta». E Matarrese ieri ha risposto anche a Zamparini: «Il traditore non sono io semmai gli amici di Zamparini che non lo hanno votato».