Nessuno sfratto per gli 80 gatti

(...) il direttore generale dell'ospedale, Luigi Gianola, le gattare che nutrono i felini, i pazienti, i lavoratori e gli animalisti. Sfratto dagli spazi ospedalieri, sterilizzazione e alimentazione affidata all'associazione, ovvero la Lega Antivivesezione. Ma come si è conclusa una vicenda che si trascinava da tempo senza trovare una via d'uscita? «Ieri si è giunti alla risoluzione del problema - spiega Gianluca Comazzi, il Garante del Comune per la tutela degli animali - stabilendo la risistemazione dei gatti, nell'interesse dei lavoratori e dei gatti stessi, nel giardino dell'ospedale. Qui verranno allestite ulteriori casette per i felini, dove saranno quotidianamente accuditi dall'associazione animalista Lav (Lega Antivivisezione). I gatti trovati nei sotterranei, in uno stato di salute, da sottolineare, peggiore rispetto a quelli già attualmente «in esterno», troveranno quindi un habitat più sano nel parco dell'ospedale. Verranno inoltre, dal punto di vista sanitario, seguiti dal Presidio veterinario dell'Asl, che provvederà a sterilizzare i gatti e a garantire il loro benessere. Un benessere che sta a cuore non solo alla gattara colta martedì scorso in flagrante dai carabinieri del Nucleo tutela della salute a distribuire cibo, e alle altre tra cui un'infermiera professionale del San Carlo, ma anche al Pirellone che tutela i gatti per mezzo della legge regionale 16 del 20 luglio 2006. «Una normativa - precisa il garante del Comune per la tutela degli animali - che segue la legge nazionale 281 del 14 agosto 1991». «Le colonie feline - aggiunge Gianluca Comazzi - sono salvaguardate inoltre dal Regolamento Comunale di tutela degli animali. Le colonie feline che vivono in libertà sul territorio non possono essere spostate dal luogo dove si sono stabilite ed è vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà». Nelle corsie dell'ospedale degenti e sanitari tirano un sospiro di sollievo e pensano: «ma ci voleva tanto!». Alla soluzione, trovata ieri dal Garante comunale per la tutela degli animali, improntata al buon senso, ci si poteva arrivare prima se l'Sos lanciato dal direttore generale del San Carlo, Luigi Gianola, non fosse rimasto inascoltato dall'Ufficio per i diritti degli Animali.