«Nessuno spazio ad accordi con la sinistra»

(...) un progetto di alto profilo, discusso e sintetizzato dopo ore di elaborazione e confronto. I più stupiti dall’entusiasmo sono gli eletti. Non la base. Chi alla vigilia era scettico sulla riuscita di un lavoro così complesso che avrebbe potuto creare tensioni e divisioni: «Invece tutto meno che tensioni- si sorprendono Giuseppe Murolo e Aldo Praticò consiglieri comunali di An a Genova- è stato molto divertente lo spirito con cui si è lavorato», felice anche Roberto Cassinelli deputato Pdl e «salvatore» della barca Forza Italia a Genova che ha recuperato mentre stava naufragando, «questo clima conviviale e la serenità che c’è stata tra le diverse anime ci può far pensare in grande». Si chiudono le commissioni e arriva Claudio Scajola, accolto da vero leader. Quasi snobba i giornalisti che rimanda al suo discorso nel salone dell’Hotel «El Chico» di Varazze, per dedicarsi al suo popolo: entra in sala, strappa applausi, stringe mani, bacia signore accalorate dalla sua presenza e sorride in posa a chi chiede uno scatto che immortali una giornata storica. «Abbiamo di fronte un anno importantissimo - spiega il ministro-. Il mio sogno è che la Liguria abbia un parlamentare europeo e si affermi in realtà importanti come Sanremo, Santa Margherita e Savona». Un discorso che spazia dai temi nazionali alla nascita del Popolo della Libertà toccando in pieno le realtà della Liguria e i lavori di Varazze di cui il ministro si dice «orgoglioso». «Seguirò l’indicazione dell’amico Luigi Morgillo e faremo in modo che le otto commissioni diventino dei dipartimenti permanenti per aggiornare il nostro programma - prosegue Scajola-. In primavera dovremo tornare a confrontarci in un modo simile a questo. Faremo altri Stati generali per formalizzare tutte le candidature: dal parlamento europeo al presidente della Regione. Il candidato c’è già ma è giusto che non sia una schiera di eletti a decidere». Spazio alla base «che ha trasformato il Popolo della libertà in Popolo della qualità» e un avvertimento a tutti gli eletti del Pdl: «Va bene il confronto con le giunte di un altro colore politico ma non prepariamo i palchi perché gli altri si prenderanno i meriti». Quindi l’affondo contro il Pd e i rappresentati «liguri» a Roma: «Vi ricordate la Melandri? Aveva promesso di comprare casa a Genova. Ma ora dov’è finita?». In platea applaude anche il figlio Pier Carlo, delfino del ministro.
L’emozione è palpabile e prima del ministro per lo sviluppo economico hanno parlato i coordinatori delle diverse componenti politiche che costituiscono il Pdl. Sergio Cattozzo che ha lasciato l’Udc un pelo prima delle elezioni politiche dice «di aver rischiato di non esserci». Portano il saluto anche le altre realtà Vittorio Adolfo (Popolari Liberali), Eugenio Minasso (An), Susy De Martini (Riformatori liberali). In platea applaudono Gianni Barci, Gianfranco Gadolla e Giovanni Boitano che in questi mesi hanno contribuito al dibattito nella provincia di Genova, Boitano rilancia «i gazebo che ci vedranno in piazza fino a Natale per preparaci al congresso nazionale». Sandro Biasotti è in veste di leader arancione. Ammaina la bandiera del movimento con sua la barba stilizzata e la consegna a Claudio Scajola, «certo avremo ottenuto qualche voto in più e qualche eletto in più, ma noi abbiamo sempre lavorato per il partito unico del centrodestra». Poi si sente in campagna elettorale, visto anche l’atteggiamento taglia nastri di Claudio Burlando e affonda: «In un periodo di crisi come questo anziché governare la Regione va in televisione e ci bombarda di promesse a colpi di spot».
Unica nota stonata, pochi i giovani. Forse scoraggiati dai cento euro di iscrizione. Molti di quelli che partecipano fanno parte dell’organizzazione. Ai giovani ci pensa la scuola di formazione politica «Merito» che presenta un manifesto per la cultura del Pdl e punta anche alla creazione di un radio ed una televisione regionale del centrodestra ed una festa dell’Unità azzurra da realizzare nel periodo estivo. Magari mancherà ancora tutto il resto, ma non si dica che intorno al Pdl manca l’entusiasmo.