Nessuno tocchi Caino, ma qualcuno pensi anche ad Abele

Saddam Hussein è stato condannato a morte. Senza dubbio si tratta di un perfetto filibustiere, ma ciò non toglie che la pena di morte sia una pena disumana, che il mondo civile dovrebbe finalmente eliminare, piuttosto in questa vicenda mi fa specie un'altra cosa. Ho letto delle reazioni immediate della famosa associazione «Nessuno tocchi Caino», che come sempre, partendo da una premessa giusta, fa un discorso confuso ed ambiguo, che si traduce comunque in una difesa di un uomo che di certo non merita molta indulgenza. Ora mi permetterei di fare una piccola proposta: la benemerita associazione muti il proprio nome in «Toccate Caino, eccome, ma non ammazzatelo», perché Caino resta comunque una grandissima carogna. Poscia la benemerita associazione potrebbe aprire una sezione denominata «Qualcuno si ricordi anche di quel povero fesso di Abele». Così magari i nostri bravi protestatari professionali entreranno un poco in fibrillazione anche per tutti coloro che vivono onestamente, non ammazzano, non prevaricano, fanno quotidianamente fatica, sicché non finiscono mai sulle pagine dei giornali. Ma spesso vivono una vita dura, senza che nessuno mai spenda una parola per loro. Chiedo troppo?