Nettuno: 15 arrestati tra cui 2 ex assessori

Sarebbe molto stretto e ambiguo il rapporto che lega il 59enne pregiudicato Franco D’Agapiti, ritenuto dalle forze dell’ordine un personaggio dall’elevato spessore criminale e l’ex assessore alle Attività Produttive del Comune di Nettuno, Vincenzo Guidi di An. I due sono stati arrestati ieri mattina su ordine del gip di Velletri sulla base di un’indagine dalla Polizia di Stato (Commissariato di Anzio-Nettuno e Squadra Mobile di Roma) in cui sono rimaste coinvolte altre 13 persone, tra cui un altro ex assessore (Angelo Mascia del Pri, che, come Guidi non fa più parte della giunta comunale), un poliziotto dell’Ufficio Immigrazione, due alti dirigenti del Comune e alcuni commercianti.
L’inchiesta ha accertato il sistema corruttivo messo in piedi a Nettuno da D’Agapiti, grazie in particolare alla complicità di Guidi, che, secondo gli inquirenti, permetteva al primo di ottenere ogni tipo di autorizzazione o certificato amministrativo, dalle licenze per aprire attività commerciali ai documenti relativi alla nomina di scrutatori amici. È stato verificato anche il coinvolgimento di un ispettore dell’Ufficio Immigrazione della Questura attraverso il quale D’Agapiti otteneva permessi di soggiorno per numerosi clandestini che non ne avevano diritto. In cambio dei certificazioni D’Agapiti assicurava, sembra, appoggi elettorali e qualche fornitura di droga. Il tutto in un contesto in cui la presenza della criminalità organizzata, cioè della ’ndrangheta, non compare mai esplicitamente.
Di suoi collegamenti con le cosche calabresi operanti sul litorale romano si parla da anni ma prove concrete non sono mai state trovate: ne parlano le carte dell’inchiesta «Appia Mithos» condotta nel settembre 2004 dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Roma e Catanzaro e che ha portato all’arresto da parte del Ros dei carabinieri di 25 persone presunti affiliati al clan calabrese Gallace-Novella per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di droga nei territori di Anzio e Nettuno. Sarebbero loro i responsabili dei 23 attentati intimidatori compiuti contro politici locali tra il 1996 ed il 2003.
C’è poi la Commissione d’accesso inviata a Nettuno dal ministro Pisanu per accertare eventuali collusioni tra criminalità e politici locali. Ma gli investigatori negano che gli arresti di ieri siano una conseguenza degli accertamenti fatti dagli ispettori di Pisanu, e dicono che la criminalità calabrese non c’entrerebbe nulla.